Ruba un giubbotto ma lo scoprono
Il 30enne si scusa: «Sono disperato, non ho soldi e fa freddo...»
REGGIO EMILIA. «Non farò più una cosa simile, ho cercato di rubare il giubbotto per disperazione. Non trovo lavoro e fa freddo...».
Si è giusticato così ieri mattina in tribunale – davanti al giudice Andrea Rat – un clandestino georgiano trentenne (difeso dal legale Giuseppe Migale Ranieri) che poche ore prima si è messo nei guai tentando di rubare quel capo d’abbigliamento all’interno del punto-vendita Oviesse in via Emilia San Pietro. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri ha preso il giubbotto e dopo aver staccato l’antitaccheggio l’ha indossato. Ma tutte queste “mosse” non sono sfuggite all’addetto alla sicurezza che ha “invitato” il georgiano a restituire il giubbotto, visto che aveva già allertato i carabinieri. Il georgiano non ha opposto resistenza, da qui l’accusa “solo” di tentato furto. Il giudice Rat ieri l’ha poi scarcerato, disponendo il divieto di dimora a Reggio. Sarà processato il 13 dicembre.(t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
