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Assalto ai bancomat, i carabinieri fermano la banda

Assalto ai bancomat, i carabinieri fermano la banda

Otto persone di origine napoletana in stato di fermo. A Castellarano la base operativa. Sono accusati del colpo al Monte Paschi a Ospizio

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REGGIO EMILIA. I carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia hanno fermato otto persone, tutte di origine napoletana, accusati dei ripetuti assalti ai bancomat.

L'operazione si chiama "Money Burning". Sono stati i carabinieri della stazione di Castellarano a stanare la base della banda proprio nel loro territorio di competenza.

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I carabinieri della compagnia di Castelnovo Monti, coordinati dalla procura reggiana nella persona del sostituto procuratore Stefania Pigozzi - nella notte tra sabato e domenica hanno dunque stanato i componenti di quella che le indagini ritengono essere la banda specializzata nei colpi ai bancomat  svuotati grazie all’utilizzo della fiamma ossidrica.

A essere sottoposti a fermo sono: sono stati sottoposti a fermo Francesco Roselli, 35 anni; Claudio Miele, 28enne; Paolo Luigi Ercole, 34enne; Francesco Sarno, 42enne; Massimo Coppola, 41enne; Antonio Marsicano, 42 anni. Tutti sono residenti a Napoli. Con loro anche Giovanni Ambra, 39enne residente a Castellarano. Ora, sono ristretti nel carcere di Reggio Emilia a disposizione della Procura reggiana.

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Sono accusati del colpo al bancomat della filiale Monte dei Paschi di Siena in via Emilia Ospizio, compiuto a Reggio Emilia la notte del 12 ottobre scorso, che aveva fruttato un bottino di 20mila euro. Secondo le prima ipotesi investigativa, la banda agiva in tutto il nord Italia.

Durante le operazioni, i carabinieri hanno sequestrato all’interno della casa-covo circa 20.000 euro in contanti, verosimilmente provento del colpo del 12 ottobre, una decina di scanner sintonizzati sulle frequenze radio delle forze di polizia, 6 inibitori di trasmissioni radio-cellulare, un computer portatile contenente un file con l’esatta ubicazione di innumerevoli banche di tutto il Nord Italia, tra le quali, anche il Monte dei Paschi di Siena visitato l’altra notte, numerosi attrezzi da scasso e diversi accessori per il travisamento (capelli, guanti,
passamontagna, parrucche, scalda collo etc…), nonché numerosi apparati cellulari e schede telefoniche.
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Contestualmente, sono scattate una serie di perquisizioni nelle abitazioni o nei domicili degli arrestati, dove è stato trovato materiale simile a quello sequestrato a Castellarano.
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