Assalti notturni al bancomat In manette tutta la banda
I carabinieri arrestano gli 8 malviventi che svaligiarono il Monte dei Paschi a Ospizio Sequestrate nell’alloggio del basista a Castellarano le fiamme ossidriche usate per i colpi
REGGIO EMILIA. Un consorzio della criminalità itinerante che prestava le proprie “attrezzature” e “competenze” per compiere vari tipi di colpi in numerose città d’Italia. È stata definita così dal colonnello Antonino Buda, comandante provinciale dei carabinieri, la banda composta da otto pluripregiudicati provenienti dal Napoletano, arrestati durante lo scorso fine settimana con l’accusa di associazione per delinqure finalizzata al furto aggravato di sportelli bancomat.
L’operazione dei carabinieri, denominata “Money burning”, è scattata nella tarda serata di sabato, perché si temeva che la banda fosse pronta a entrare in azione poche ore dopo, nella notte. I militari, grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini che hanno notato individui sospetti con accento campano, sono risaliti all’abitazione del 39enne Giovanni Ambra, in via Allegri 7, nella zona industriale di Castellarano. Ambra, già noto ai militari, era il basista della banda composta da altri sette pluripregiudicati sorpresi all’interno dell’abitazione: Francesco Roselli, 35 anni, Vincenzo Roselli, 39, Claudio Miele, 28, Paolo Luigi Ercole, 34, Francesco Sarno, 42, Massimo Coppola, 41, Antonio Marsicano, 42.
Tutti e otto sono stati fermati: oggi in tribunale a Reggio Emilia si terrà l’udienza di convalida del fermo. L’inchiesta dei carabinieri è coordinata dal pm Stefania Pigozzi.
La banda era specializzata nel forzare gli sportelli bancomat attraverso la fiamma ossidrica. Questo il sistema utilizzato nella notte del 12 ottobre scorso quando i ladri hanno forzato la porta di emergenza della Monte Paschi di Siena di via Emilia Ospizio 66/G. Con l’utilizzo della lancia termica, in un arco di tempo brevissimo, è stato scardinato il bancomat e rubata la somma di 20mila euro.
Il colpo alla Monte Paschi di Siena sarebbe soltanto l’ultimo di una lunga serie di furti messi a segno dagli arrestati. I carabinieri sono arrivati a questa conclusione considerando che nell’appartamento del basista, oltre a quasi tutto il bottino dell’ultimo colpo alla Mps e a materassi per ospitare tutti e otto gli arrestati, sono stati ritrovati appunti in cui si citavano tantissime filiali di banche del Nord Italia. Durante le operazioni, inoltre, i militari hanno sequestrato una decina di scanner sintonizzati sulle frequenze radio delle forze dell’ordine, tre fiamme ossidriche, sei jammer, ovvero apparecchi in grado di disturbare le trasmissioni radio–cellulare, un computer portatile con la collocazione di tante banche tra cui anche il Monte Paschi di Siena da poco svaligiato. Questo oltre a numerosi attrezzi da scasso e diversi accessori, tra cui cappelli, guanti, passamontagna, parrucche, scaldacollo, per camuffarsi durante i colpi, e numerose cellulari e schede telefoniche.
Per tutti i furti messi a segno, da quanto emerso finora dalle indagini, la gang si muoveva con quattro componenti per volta: tre entravano in azione mettendo a segno il furto, il quarto rimaneva in auto facendo da “palo”. Solitamente i malviventi facevano un sopralluogo preventivo per studiare lo sportello bancomat da svaligiare e il quartiere dove si trovavano le banche.
L’operazione è stata condotta dai militari della compagnia di Castelnovo Monti, dal Nucleo investigativo e dalla compagnia di Reggio Emilia, in collaborazione con i carabinieri di Napoli, i quali hanno eseguito una serie di perquisizioni nelle abitazioni o al domicilio degli arrestati, ritrovando altro materiale simile a quello sequestrato a Castellarano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
