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«I beni di Vertinelli siano confiscati»

di Tiziano Soresina
«I beni di Vertinelli siano confiscati»

Il pm antimafia Ronchi fa riferimento alle rivelazioni del pentito Giglio e chiede anche la sorveglianza speciale per Palmo

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REGGIO EMILIA. Misure restrittive e confisca di tutti i beni.

Nelle oltre tre ore di requisitoria il pm antimafia Beatrice Ronchi ha toccato con puntiglio ogni aspetto connesso al maxi sequestro preventivo di beni che dal gennaio 2015 blocca beni per 10 milioni di euro riferibili al 55enne Palmo Vertinelli.

Il magistrato della Dda di Bologna – davanti alla Corte presieduta da Angela Baraldi (giudici a latere Antonella Pini Bentivoglio e Virgilio Notari) – nella prima parte del suo “attacco” ha sottolineato la pericolosità specifica di Vertinelli, mettendo sul piatto anche le recenti rivelazioni del pentito Giuseppe Giglio, ricavandone l’identikit di un uomo importante per il clan Grande Aracri, capace di svilupparne affari ed influenze nell’area emiliana e non solo.

Per quel ruolo-chiave marchiato ’ndrangheta – in soldoni, Giglio lo descrive come uomo di fiducia del capoclan Nicolino Grande Aracri – ha chiesto per Vertinelli la sorveglianza speciale, nonché l’obbligo di residenza a Montecchio per 5 anni.

Attualmente il 55enne – presente ieri in aula e guardato a vista dalla polizia penitenziaria – si trova in carcere a Reggio e sta affrontando come imputato il maxi processo Aemilia.

Nella seconda parte il pm Ronchi ha affrontato la questione patrimoniale, rimarcando la sproporzione fra i redditi dichiarati ed il consistente patrimonio riferibile a Vertinelli (beni che in parte sono attribuibili anche al fratello Giuseppe, pure lui presente al processo tenutosi come sempre a porte chiuse).

E la richiesta conclusiva è stata quella della confisca totale del patrimonio (quote societarie, appartamenti e autorimesse a Montecchio, Gattatico e nel Parmense, un terreno a Crotone, due auto e due scooter) fra cui spicca la grande struttura del ristorante "Millefiori" di Montecchio.

Nella prossima udienza prenderanno la parola gli avvocati difensori Alessio Fornaciari e Gaetano Pecorella, poi è presumibile che la Corte si riserverà un po’ di tempo prima di prendere una decisione.

Il 55enne Palmo Vertinelli, risulta residente a Cutro ma è di casa a Montecchio da almeno una trentina d'anni.

Il suo nome figurava nell'operazione contro la 'ndrangheta denominata "Scacco matto" – dalla quale venne però prosciolto nel 2003 – ed era entrato nel mirino di un'interdittiva che aveva come obiettivo una sua società, provvedimento firmato nel 2010 dell'allora prefetto di Reggio Antonella De Miro, per il rischio di infiltrazioni mafiose.

L’imprenditore è da quasi due anni finito nella “rete” della maxi inchiesta antimafia Aemilia: è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso ed è considerato «la forza economica» di Nicolino Grande Aracri in Emilia.

Il 28 gennaio 2015 – giorno del grande blitz – non viene rintracciato, si costituirà a metà febbraio dai carabinieri di Bologna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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