Gazzetta di Reggio

Reggio

La stessa gang truffava gli anziani

La stessa gang truffava gli anziani

L’indagine ha evidenziato una collaborazione tra la banda e altre organizzazioni

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una banda multitasking, in grado di costituire un punto di riferimento per altri malviventi sul territorio, anche per altre tipologie di reati.

Questo il profilo delineato ieri, durante la conferenza stampa di presentazione dell’operazione “Money burning” da parte del colonnello Antonino Buda, comandante provinciale della compagnia dei carabinieri di Reggio Emilia.

In particolare, secondo quanto scoperto dai militari durante l’operazione, è stato trovato un possibile legame tra gli otto napoletani sottoposti a fermo e le truffe agli anziani che avvengono con frequenza sempre più assidua in città e in provincia.

Considerata, infatti, la vastità del materiale sequestrato, si ritiene che la banda collaborasse con altre organizzazioni criminali per mettere a segno reati di altro tipo, oltre agli assalti notturni agli sportelli bancomat degli istituti di credito.

«Si tratta della cosiddetta criminalità itinerante – ha spiegato il colonnello Antonino Buda –. Di gang, cioè, che si spostano da un luogo all’altro e sono in grado di creare sodalizi, di volta in volta, con altre organizzazioni per mettere a segno reati di vario tipo, tra i quali spicca la truffa agli anziani che ultimamente viene segnalata spesso. L’operazione “Money burning” ha scardinato questi sodalizi e ha ridotto, quindi, i reati». (s.a.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google