Quattro colpi “fotocopia” negli ultimi tre mesi
Raid analoghi registrati a Fogliano, ad Albinea e in viale Risorgimento in città Tutte le volte i banditi hanno usato lo stesso metodo e la fiamma ossidrica
REGGIO EMILIA. Per svaligiare il Monte dei Paschi di Siena di via Emilia Ospizio, lo scorso 12 ottobre, hanno distratto la guardia giurata che stava sorvegliando l’istituto di credito, facendole credere che altrove stesse succedendo qualcosa di grave. Una volta sgomberato il campo dalla vigilanza, la banda è entrata in azione con il jammer e la fiamma ossidrica, portando via 20mila euro dallo sportello bancomat. Questa la modalità con cui la banda di malviventi ha assaltato la banca pochi giorni prima che i carabinieri stroncassero l’organizzazione di otto persone che potrebbero condurre ad altri soggetti che hanno commesso colpi simili nel Nord Italia. I militari hanno elementi concreti per sostenere che la banda sia autrice di altri colpi analoghi avvenuti in provincia. I momenti prescelti per assaltare i bancomat, anche nei casi precedenti, sono le notti fra martedì e mercoledì e tra venerdì e sabato. Non è un caso che la gang si organizzasse per svaligiare gli istituti di credito proprio in quei giorni. «Tra il martedì e il mercoledì – ha argomentato il colonnello Antonino Buda – gli sportelli bancomat vengono ricaricati di contanti per rifornire i prelievi nel corso della settimana. Mentre il venerdì i bancomat vengono riempiti in vista del fine settimana. Due momenti propizi, dunque, per chi ha in mente di svaligiarli». La banda finita i manette, inoltre, è sospettata di avere commesso altri furti in varie città dell’Emilia Romagna. In provincia, quest’estate si sono verificati più assalti ai bancomat con modalità simili al Monte dei Paschi di Siena.
Nella notte fra il 13 e il 14 luglio scorso, a Fogliano, tre banditi incappucciati hanno preso di mira la filiale Mps di via Fermi. Dopo aver forzato la porta scorrevole che di solito si apre con una tessera, con la fiamma ossidrica hanno aperto la colonnina, raggiungendo la piccola cassaforte con dentro il denaro in contanti.
Un episodio “fotocopia” si è verificato lo scorso 10 settembre ad Albinea: anche in questo caso i malviventi sono riusciti a portare via diverse migliaia di euro dopo avere azionato la fiamma ossidrica e aperto la colonnina che ospita la cassetta metallica con i contanti.
Soltanto pochi giorni dopo, precisamente il 17 settembre, si è verificato un altro colpo. Questa volta i banditi hanno colpito in viale Risorgimento.
«Gli otto fermati potrebbero portare a una rete capillare di criminalità – ha specificato il colonnello Buda –. Questi soggetti, infatti, potrebbero ricondurre ad altri che hanno commesso altri colpi al nord». (s.a.)
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