«Qui viviamo tra schiamazzi e inciviltà»
Via vai fino all’alba e zuffe: dopo la sparatoria i cittadini del quartiere chiedono una svolta
REGGIO EMILIA. C’è chi si sveglia e in via Guittone d’Arezzo trova sangue a terra, fuori dall’uscio di casa. «La sera ci è capitato di vedere risse tra gente che viene qui a divertirsi e poi esagera - racconta telegrafico uno dei residenti che l’altra notte hanno sentito gli spari - gente che non sa comportarsi e fa di tutto e di più. Troviamo vomito, escrementi dentro i nostri giardini. Anche questa mattina (ieri, ndr), come se qui non ci abitasse nessuno. E invece ci abita gente che deve fare i conti con questa situazione ma che è sinceramente stufa di doversi preoccupare quando esce di casa». Nel palazzo al civico 16 di via Guittone d’Arezzo sono presenti anche delle telecamere, montate all’esterno e che se in funzione potrebbero offrire una testimonianza video dell’accaduto.
Ma è tutto il quadrante della zona tra Baragalla e Coviolo ad avere diversi punti ciechi, che meritano attenzione. Sempre in via Guittone d’Arezzo, tre settimane fa, è avvenuto un grosso furto di rame ai danni dell’edificio che fino a pochi anni fa ospitava la sede dell’Ifoa, l'istituto di formazione che si è poi trasferito. I ladri hanno agito indisturbati portandosi via tutto il rame che rivestiva il palazzo di Baragalla. Parliamo quindi del metallo, l’oro rosso tanto ricercato e ricettato, che rifornisce poi il mercato secondario, quello illegale, che assicura profitti notevoli ai ladri. Il dato di maggiore preoccupazione è che i ladri sono riusciti a spogliare il grande edificio, completamente, senza lasciare tracce evidenti né essere intercettati da qualcuno. Un lavoro certosino, che ha causato un danno al Seminario vescovile, proprietario dello stabile fino a poco tempo fa di pertinenza della parrocchia del Sacro Cuore.
Eppure a poca distanza, sempre a Baragalla, è stata costruita la grande Ipercoop che ha riqualificato la zona dove sono presenti a poca distanza anche la sede della Croce Verde e una fetta rilevante di case scelte dai reggiani per essere vicini al centro ma in una zona defilata e tranquilla. Alle zone grigie, quindi, corrispondono molti punti di luce, che stanno donando una nuova e importante fisionomia alla prima periferia di Reggio Emilia, puntellata anche da locali e ritrovi in coabitazione con le residenze. (e.l.t.)
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