Gazzetta di Reggio

Reggio

A Casina tra preoccupazione e incertezza

di Luca Tondelli
 A Casina tra preoccupazione e incertezza

Profughi in arrivo. Il vice sindaco: «Non c’è ancora nulla di sicuro». Un residente: «I timori ci sono»

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CASINA. «Non c’è ancora nulla di certo, non sappiamo ancora nè il numero di profughi che arriveranno a Casina, nè la provenienza, ma intendiamo gestire la situazione in modo che siano socialmente utili, e che non si creino tensioni in paese». Così Maurizio Cineroli, vice sindaco di Casina, commenta la possibilità che presto arrivi un gruppo di profughi al Bocco, in una casa che è già stata affittata dalla Dimora di Abramo. «Stamattina ho partecipato all’incontro in Prefettura - prosegue Cineroli - ed è stato importante perché abbiamo avuto modo di chiarire meglio alcuni aspetti di dove e come verranno distribuiti i profughi attesi nel Reggiano, ma diversi aspetti restano ancora da definire. Al momento non si sa nemmeno quando arriveranno: si parla di novembre ma non è sicuro. Si tratta comunque di scelte che un Comune può in pratica soltanto gestire, e noi cercheremo di farlo mitigando le possibili tensioni: in paese c’è qualche timore ma non c’è comunque un clima di eccessiva contrarietà a questi arrivi».

Qualche preoccupazione sulla destinazione dei profughi la esprime Cristian Iori: l’abitazione della sua famiglia al Bocco confina con quella individuata per ospitare le persone assegnate al territorio di Casina. «La casa è confinante con la nostra - racconta -. Noi abitiamo lì da circa 30 anni, la casa a fianco invece deve essere proprietà di un signore di Sassuolo, che l’ha restaurata diversi anni fa, ed oggi presenta sicuramente alcuni problemi anche ad un primo sguardo: muffa sulle pareti, infiltrazioni d’acqua sul tetto e nel garage, il giardino in grande disordine. Negli ultimi anni questa abitazione ha visto un turn over molto forte, è stata sempre abitata da persone con difficoltà economiche, sia straniere che italiane, tutte comunque con qualche problema». Una vicinanza che finora però non ha causato problemi diretti alla famiglia Iori: «Va detto che visto che queste situazioni erano risapute, spesso qui passavano delle pattuglie dei Carabinieri e c’era un controllo abbastanza frequente. A noi non è mai capitato nulla di spiacevole, ma è successo ad esempio in una occasione che si verificasse una rissa coinvolgente alcuni residenti del Bocco. La preoccupazione per questi nuovi arrivi ovviamente c’è, auspichiamo che ci sia un controllo da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Ovviamente se arriveranno persone che realmente fuggono da teatri di guerra, ad esempio se fossero siriani, ci sarà tutta la comprensione che va data a situazioni simili».

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