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«Bisogna riformare il sistema accoglienza»

«Bisogna riformare il sistema accoglienza»

«Questo sistema di accoglienza, ereditato dal modello Maroni allestito per l’emergenza 2011, ha dei limiti sempre più evidenti perché non c’è la possibilità di costruire una vera prospettiva...

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«Questo sistema di accoglienza, ereditato dal modello Maroni allestito per l’emergenza 2011, ha dei limiti sempre più evidenti perché non c’è la possibilità di costruire una vera prospettiva futura e perché nella gestione i Comuni sono tagliati fuori dallo Stato. Ma anche perché non si vede un’iniziativa politica forte dei governi e dell’Europa, che vada alla radice di questo fenomeno». È quanto afferma il vicesindaco, Matteo Sassi (nella foto), al termine della riunione di ieri in Prefettura per fare il punto sull’emergenza profughi. Un incontro nel quale, dopo i malumori di settembre, anche altri Comuni della provincia hanno dato seguito alla richiesta di accogliere richiedenti asilo, con i sindaci che tuttavia sono tornati a sollecitare un maggior coinvolgimento degli enti locali nella gestione del fenomeno.

«L’incontro è stato anche l’occasione per fare una riflessione politica sulle riforme legislative necessarie per abbreviare i tempi amministrativi per il rilascio o meno dello status di rifugiato e per una maggiore condivisione dei sindaci nel piano di accoglienza», aggiunge Sassi. Secondo il vicesindaco, «ci vuole una iniziativa politica forte da parte dei governi e dell’Europa perché rimuovere le cause del fenomeno significa spegnere dei focolai di guerra ed elaborare un piano di vera cooperazione, altrimenti i sindaci e gli amministratori si troveranno sempre a lavorare con le mani nude, con poche risorse in campo per mettere in piedi un sistema di accoglienza valido e governare i venti di un populismo sempre più dilagante».

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