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Dall’Unione 270mila euro per il lavoro svantaggiato

di Adriano Arati
Dall’Unione 270mila euro per il lavoro svantaggiato

BIBBIANO. Formazione professionale, opportunità di tirocini e di stage, momenti in cui fare nuove esperienze e acquisire competenze da usare poi per trovare un lavoro: tutto rivolto a persone...

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BIBBIANO. Formazione professionale, opportunità di tirocini e di stage, momenti in cui fare nuove esperienze e acquisire competenze da usare poi per trovare un lavoro: tutto rivolto a persone svantaggiate e in difficoltà.

Sono tante le attività che prenderanno il via dai primi mesi nel 2017 all’interno degli otto Comuni del distretto socio-sanitario di Montecchio, ovvero Canossa, San Polo, Bibbiano, Montecchio, Cavriago, S. Ilario, Campegine e Gattatico, con un investimento complessivo attorno ai 270mila euro. La cifra fa parte degli investimenti del piano integrato territoriale della Val d’Enza, il percorso di sostegno per persone fragili che viene portato avanti dall’Unione dei Comuni e dall’Asl con il sostegno della Regione.

Questi momenti formativi – utili da un punto di vista professionale quanto da quello sociale e umano – si svolgeranno in numerose aziende della val d’Enza, che hanno già dato disponibilità a partecipare al percorso.

«Ogni progetto sarà frutto di un’analisi personalizzata da parte di professionisti con competenze elevate in ambito sociale, sanitario e lavorativo, in grado di valorizzare le capacità della persona, ampliarne al massimo le possibilità e favorirne l’inserimento sociale, in particolare nel modo del lavoro», spiega Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano e vicepresidente dell’Unione Comuni Val d’Enza parlando del progetto assieme alla direttrice del distretto Asl Sonia Gualtieri.

Nella pratica si parla di un periodo di prova e di tirocinio in realtà aziendali solide, dove donne e uomini con difficoltà potranno essere accolti senza particolari problemi nell’assetto organizzativo ed anzi potranno essere seguite da persone formate alla bisogna, in grado di trasmettere competenze ed esperienze.

L’obiettivo è rendere queste persone svantaggiate “spendili” in abito lavorativo, pur sempre protetto, garantendo loro una serie di capacità operative.

Un passaggio necessario nell’attuale contesto: «Oggi si assiste ad una lieve ripresa del mercato del lavoro, ma le condizioni di inserimento delle persone svantaggiate restano difficili. L’intervento dei Servizi è dunque fondamentale per contrastare il rischio di esclusione dei cittadini con maggiori fragilità», sottolineano gli amministratori.

A questi percorsi professionalizzanti si uniranno le più classiche attività di sostegno – dal sanitario all’economico –, sempre finanziate dai 270mila stanziati ad hoc. Le persone e le famiglie interessati a questi progetti di inclusione possono rivolgersi al Centro per l’impiego, allo sportello sociale comunale o ai servizi sanitari.

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