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Mense scolastiche, tariffe record a Reggio Emilia

di Luciano Salsi
Mense scolastiche, tariffe record a Reggio Emilia

Sono i risultati dell’indagine del movimento di partecipazione Cittadinanzattiva. Davanti a noi Livorno, Ferrara e Parma. La replica dell'assessore comunale Raffaella Curioni

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REGGIO EMILIA. Niente da dire su qualità e igienicità del cibo, salubrità delle diete, varietà dei piatti, confortevolezza e pulizia degli ambienti. Le rette, però, sono salate. Le mense scolastiche reggiane, secondo una recente ricerca piuttosto estemporanea, si collocherebero al terzo posto nella top ten delle più care. Mediamente una famiglia tipo di tre persone (padre, madre e un figlio) con un reddito lordo annuo di 44.200 euro, a cui corrisponde un Isee di 19.900 euro, ne spenderebbe ogni anno, per nove mesi, 1.100 e ogni mese 122,40, pari a 6,12 euro per ciascuno dei venti pasti consumati. Si sborsa di più soltanto a Livorno e Ferrara (128 euro) e a Parma (123,60). Seguono Rimini (120) Forlì e Pesaro (118), Potenza (113,20), Piacenza (111,20) e Tempio Pausania (108,80 euro). Per gli alunni di Barletta, la città in fondo alla classifica, se ne spendono appena 32, quattro volte di meno. Fra le regioni italiane è l'Emilia-Romagna quella che detiene il poco invidiabile primato, con una spesa media di oltre mille euro all'anno, il doppio della Calabria.

Sono i risultati dell'indagine “Mensa a scuola: costi, qualità e... nuove prospettive” condotta dal movimento di partecipazione civica Cittadinanzattiva, che ha interpellato genitori e alunni di 79 scuole di tredici regioni. Per sondare la realtà delle refezioni scolastiche sono state effettuate, sulla base di 221 indicatori, settecento interviste, di cui ben 482 rivolte direttamente ai bambini. Così per ciascun capoluogo di provincia sono stati calcolati i costi medi dei pasti e si è valutata la qualità del servizio. Quasi ovunque si evidenzia l'apprezzamento dei menù proposti e della pulizia degli ambienti. Secondo gli intervistati lascia a desiderare, invece, l'adeguatezza dei locali e un plesso scolastico su quattro è addirittura privo del locale mensa. Non è questa, peraltro, la situazione di Reggio, dove i locali e gli impianti sono a norma. Viceversa sono in parte estendibili alla nostra città i pareri e i gusti dei bambini. Due su tre amano mangiare in compagnia. Fra chi rifiuta la mensa la maggior parte critica la monotonia del cibo e, qualche volta, la scarsità delle porzioni. I piatti di verdura e pesce sono i meno apprezzati. Gelato e pizza sono al vertice del gradimento.

LA REPLICA DEL COMUNE. L'indagine di Cittadinanzattiva, condotta sia sulle scuole dell'infanzia sia sulle primarie, non trova riscontro nei dati forniti dal Comune. Non si capisce, innanzitutto, come il movimento civico abbia calcolato il costo della refezione nelle materne, dove si paga una retta onnicomprensiva. Inoltre è sensibilmente inferiore alla media calcolata da Cittadinanzattiva (6,12 euro) l'importo per il pasto nelle scuole elementari a tempo pieno, che nella nostra città sono frequentate dal 35% degli alunni.

«Sono previste - riferisce Raffaella Curioni, assessore all'Educazione - tre fasce. La retta intera è di 6,13 euro. Le famiglie con reddito fino a 8.300 euro ne pagano 3,09. L'esonero completo è previsto invece per i nuclei assistiti dal servizio sociale. Per i 168 giorni dell'intero anno scolastico la spesa è quindi, rispettivamente, di 1.029 e 519 euro. Sono cifre in linea con il resto della nostra regione». A Reggio il servizio è unificato. Il Centro pasti della cooperativa Cir fornisce tremila pasti al giorno in 17 scuole. La consegna deve avvenire entro due ore dalla cottura. Sono 290 le diete personalizzate, 90 per motivi sanitari e 200 per ragioni religiose. In ogni scuola esiste un locale-mensa a norma di legge attrezzato con stoviglie di ceramica e vetro. A servire i piatti, riassettare, lavare e pulire è adibito un addetto ogni 13 alunni. «Il confronto - sottolinea l'assessore Curioni - andrebbe fatto anche sulla qualità. Due anni fa abbiamo introdotto in forma sperimentale gli alimenti biologici, ora estesi a tutti i pasti, con un aumento dei costi. Una dietista del Comune cura la predisposizione dei menù. Dall'indagine fatta qualche mese fa, inoltre, risulta che più del 90% degli alunni gradisce i pasti serviti nelle mense scolastiche reggiane».

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