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gli altri sette restano in cella

Banda dei bancomat Ai domiciliari il presunto basista

Banda dei bancomat Ai domiciliari il presunto basista

REGGIO EMILIA. Restano tutti in carcere, come aveva chiesto il pm Giulia Stignani, i sette napoletani della “banda dei bancomat”, un’organizzazione secondo i carabinieri specializzata nel forzare gli...

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REGGIO EMILIA. Restano tutti in carcere, come aveva chiesto il pm Giulia Stignani, i sette napoletani della “banda dei bancomat”, un’organizzazione secondo i carabinieri specializzata nel forzare gli sportelli con la fiamma ossidrica. Ad eccezione di Giovanni Ambra, 39 anni, residente a Castellarano, ritenuto il basista: in sede di convalida, Ambra era stato l’unico a rispondere alle domande, dichiarandosi estraneo (secondo la sua versione, si sarebbe limitato a ospitare alcuni conoscenti). Il gip Antonella Pini Bentivoglio ieri ha sciolto la riserva, disponendo per il solo 39enne gli arresti domiciliari. Il gip ha ritenuto insussistente il pericolo di fuga, accogliendo la tesi dell’avvocato difensore Alessandro Verona, che aveva sottolineato come l’uomo, residente nel Reggiano da 15 anni, con un lavoro a tempo indeterminato e precedenti minimi, non poteva essere considerato alla stregua degli altri pluripregiudicati.

Proprio a casa di Giovanni Ambra i carabinieri, al termine di una delicata indagine, avevano fatto un blitz, trovando i napoletani in trasferta – Francesco Roselli, 35 anni, Vincenzo Roselli, 39, Claudio Miele, 28, Paolo Luigi Ercole, 34, Francesco Sarno, 42, Massimo Coppola, 41 e Antonio Marsicano, 42 –, parecchi attrezzi da scasso e l’intero bottino (20mila euro) del colpo di certo attribuito alla banda, l’assalto al bancomat del Monte dei Paschi di Siena di via Emilia Ospizio 66, avvenuto il 12 ottobre scorso.

La colonnina era stata aperta in due come una scatola: da qui l’accusa di furto, con le aggravanti della violenza sulle cose, in più persone, su oggetti esposti alla pubblica fede. Gli inquirenti però ritengono che il gruppo sia responsabile di altri colpi fotocopia ai danni di bancomat, almeno quattro, avvenuti negli ultimi tre mesi. Perciò le indagini proseguono, per trovare ulteriori riscontri. (am.p.)

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