Gazzetta di Reggio

Reggio

Da 11 a 3 enti agricoli, obiettivo semplificare

di Claudio Corradi
Da 11 a 3 enti agricoli, obiettivo semplificare

Leana Pignedoli ha illustrato in Senato il progetto di riordino: «Sarà più facile accedere ai fondi»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Promessa mantenuta da parte della senatrice reggiana Leana Pignedoli che è finalmente riuscita nel suo progetto di riordino degli enti agricoli che con una riforma, illustrata martedì in Senato, dagli 11 che erano diventano tre. «Ci sono voluti più di 4 anni - precisa la senatrice vice presidente della commissione agricoltura al Senato - ma a volte per fare le cose al meglio serve tempo, impegno e soprattutto al coraggio». «Di agricoltura e di enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole – prosegue la Pignedoli - ne abbiamo discusso insieme a Reggio nel gennaio 2012 e da lì abbiamo avviato una riforma necessaria, ma complessa. Lo sanno bene le associazioni di categoria e gli stessi agricoltori, utenti finali di questa impresa che sembrava mastodontica ma che, tassello dopo tassello, ha finalmente portato tanti risultati».

Traguardi presentati martedì scorso nella gremitissima sala Capitolare del Senato alla presenza del presidente del gruppo Pd Luigi Zanda e del Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. «Gli enti vigilati dal Mipaaf - commenta soddisfatta la senatrice reggiana - dovrebbero essere, e oggi sono sempre più, strumenti al servizio delle imprese agricole. Prima di questa riforma, erano 11 e la somma dei loro attivi patrimoniali ammontava a 3,5 miliardi di euro, con un personale impiegato di circa 3.500 unità. Il problema è che solo analizzandone l'insieme ci si accorgeva delle sovrapposizioni di attività di enti che non si parlavano tra di loro. Per tali ragioni in questi quattro anni ho deciso di dedicarmi anche a questo tema. Che non è mediatico ed è difficile da spiegare, ma necessitava di impegno, di ascolto, di commissariamenti, di capacità di leggere i dati reali nei bilanci. E di un Governo forte che dopo anni avesse il coraggio di mettere la testa su questa cosa».

Ma cosa cambierà per i nostri agricoltori? «Molto. Faccio solo alcuni esempi: gli strumenti finanziari per le imprese diventano concentrati in poche misure più semplici e più accessibili. Così come la ricerca viene impostata perché risponda alle esigenze di innovazioni delle imprese e non a logiche interne agli enti. Ma soprattutto le risorse europee, con la riforma di Agea, vedranno un coordinamento che servirà a rimuovere ciò che oggi determina ritardi e inefficienze. I cambiamenti reali richiedono determinazione ma anche risorse dedicate. In un paese come il nostro ad alto debito pubblico e bassa crescita, le risorse non si possono che cercare in una operazione di seria e reale spending review, che significa spostare le risorse da ciò che non aumenta la qualità e la produttività, all'investimento dei risparmi ottenuti in ciò che incrementa competenze nel settore imprenditoriale. Bene, dopo 4 anni stiamo arrivando alla tappa conclusiva: una gestione rapida e virtuosa delle risorse europee. Ciò che serve agli agricoltori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google