Iren presenta il piano industriale: "Bollette meno care? I benefici saranno indiretti"
Il presidente Peveraro: «L’aumento dei dividendi è già a vantaggio dei cittadini». Previsti 2,2 miliardi di investimenti al 2021. A Reggio Emilia il dividendo varrà 500 mila euro in più in un anno
REGGIO EMILIA. «Lo stato di salute di Iren? È indicato nel piano, che prevede risultati molto positivi». E poi: «Riduzione dei costi delle bollette? La parte regolata non può essere oggetto di modifiche tariffarie, ma i reggiani avranno benefici diretti e indiretti». E infine: «Gli stipendi dei nostri manager? Non sono cifre fuori mercato». Le previsioni stimano 2,2 miliardi di investimenti, un incremento annuo del dividendo dell’8% e una riduzione dell’indebitamento di circa 180 milioni al 2021. Numeri considerati molto positivi dal presidente Iren, Paolo Peveraro, contenuti nel nuovo piano industriale al 2021 del Gruppo: un piano approvato dal cda quasi in concomitanza con l’annuncio della riapertura, insieme a Coopservice, delle trattative per l’acquisto di Unieco Ambiente. «Vedremo se questa sarà la volta buona», spiega Peveraro.
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Presidente, qual è lo stato di salute del Gruppo?
«Nel piano si prevedono risultati molto positivi: un importante aumento dell’EBITDA al 2021 pari a circa 900 milioni, un indebitamento che si riduce di circa 180 milioni, in un quadro di investimenti importanti. Immaginiamo di investire 2,2 miliardi, con una proposta agli azionisti per decidere un aumento annuale del dividendo pari all’8%, mantenendo una solidità complessiva. Sono numeri significativi, che caratterizzano un andamento in prospettiva positivo. È un piano importante, anche perché approvato da un cda nuovo per 7/13 rispetto a quello che aveva approvato il precedente piano. Di quest’ultimo non abbiamo solo confermato i vecchi elementi, ma li abbiamo anche migliorati».
Un quadro economico-finanziario che potrebbe essere preludio ad una riduzione dei costi nelle nostre bollette?
«Tutta la parte regolata non può essere oggetto di modifiche tariffarie, ma l’impegno che mettiamo nell’attenzione al servizio andrà a beneficio di tutti i cittadini. Laddove sarà possibile, ma è materia ristretta, ci potranno essere benefici diretti. Ma ci sono molti benefici indiretti che derivano dagli investimenti sul territorio. Anche la proposta di aumento dei dividendi indirettamente va a beneficio dei cittadini. Per il solo Comune di Reggio, il cda propone che l’assemblea deliberi 500mila euro in più, passando da 5,4 milioni a 5,9 milioni. Cifre importanti che, insieme alla mole di investimenti, non potranno che avere ripercussioni positive in termini di sviluppo per le nostre realtà territoriali, sempre sulla base di una struttura finanziaria solida».
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Sui legami con i Comuni qualcuno però storce il naso, considerando determinante ed eccessivamente vincolante il contributo di Iren ai progetti degli enti soci, che sono in tempi di magra. Senza contare che i sindaci sembra poi abbiano poca voce in capitolo quando bisogna diminuire i super stipendi dei manager...
«Io credo che i risultati dell’azienda siano sotto gli occhi di tutti. E gli stipendi dei nostri manager, ad iniziare dall’ad Massimiliano Bianco, sono molto ma molto inferiori rispetto a quelli del mercato. Anche gli obiettivi per i premi di lungo termine sono sotto gli occhi di tutti. E non riguardano solo l’ad. Ma al di là di questo, i premi pongono obiettivi sfidanti, il cui raggiungimento non è scontato: un consolidamento e un rafforzamento che va negli interessi degli azionisti. Quanto al sostegno verso i territori, penso che avvengano con la massima trasparenza e contribuiscano alla crescita. È un elemento positivo. E non ci vedo legami con il tema dei compensi. Quel che vedo invece è una nostra caratteristica, che tengo a sottolineare perché è la natura specifica della nostra società, nata da tre grandi municipalizzate e quindi con una connotazione precisa, quasi unica rispetto alle altre multiutility».
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Ovvero?
«L’unicità sta proprio nell’attenzione ai territori, su cui abbiamo insistito molto anche presentando il piano. I Comuni non solo sono azionisti ma anche i nostri primi clienti. E dobbiamo trattarli con la massima attenzione, sia dal punto di vista dei servizi che della disponibilità a confrontarci su iniziative del territorio. Auspico che le iniziative si moltiplichino. È questo ciò che facciamo quando ci vantiamo di essere motore di sviluppo dei territori».
Un motore che tuttavia, con la nascita di Ireti, le comunità sentono sempre più distanti. Anche qui a Reggio.
«A Torino sono furenti perché Ireti ha conglobato la vecchia AEM Distribuzione, a Genova stanno battagliando per la partita delle reti. Lo scontento generale in realtà mi fa pensare che la situazione sia positiva. Io penso che la crescita debba esser motivo di incontro. E sono state aggregate diverse realtà anche perchè l’autorità ci imponeva di avere una struttura indipendente nella gestione delle reti. Credo che con Ireti ci sia di nuovo per Reggio che questa società farà ogni sforzo in termini di investimenti per mantenere tutte le infrastrutture reggiane all’altezza dei migliori servizi. Non dimentichiamo poi il fatto che la sede legale Iren è a Reggio».
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