«Realizzo turbanti per le pazienti dell’Ematologia»
Noemi Romanazzi, dalla chemio a un progetto con il Grade «Così cerco di aiutare le donne a sentirsi comunque belle»
REGGIO EMILIA. Affrontare una malattia non è mai facile e ci vuole una forza incredibile. Quando poi le cose vanno bene e da quel tunnel ci si riesce a uscire, allora c’è chi decide di fare qualcosa per gli altri, per coloro che in quel labirinto che è la malattia ci sono ancora dentro alla ricerca di una via d’uscita.
È un po’ quello che è capitato a una giovane donna, Noemi Romanazzi. Seguita dal reparto di Ematologia dell’ospedale di Reggio, un anno fa si era dovuta sottoporre alla chemio e ha dovuto dunque accettare anche la perdita dei capelli. In questi casi, in ospedale, viene data alle pazienti una fascia marroncina. Una fascia che a Noemi proprio non andava giù. E si è presto resa conto che era davvero difficile trovare dei turbanti con cui potersi piacere.
Così ha deciso di fare qualcosa. Una volta guarita, ha deciso di aiutare a modo suo le donne che attualmente sono in cura nello stesso reparto dell’ospedale di Reggio in modo tale che ognuna di loro possa vedersi bella, sempre.
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Da qui l’idea di un bellissimo progetto realizzato insieme a Grade Onlus (Gruppo Amici dell’Ematologia). Con l’aiuto delle amiche, Noemi Romanazzi si è messa al lavoro. Ha cercato tessuti colorati, che mettessero un po’ di allegria, che fossero in grado di far sentire le donne che li indossano belle, valorizzandone il volto. E ha creato diversi turbanti davvero originali e con varie stampe: grazie al suo impegno e alla sua creatività, sono nati tre modelli diversi, dodici fantasie ognuno, con fascia copri Picc abbinata.
«Nel reparto di Ematologia mi sono sentita a casa - afferma Noemi - come in una grande famiglia. Nonostante sia guarita, porto dentro al cuore questa esperienza e in questa nuova vita, con il mio progetto dei turbanti, ho voluto ricambiare ciò che ho ricevuto». Il progetto è stato presentato al Core, l’innovativo Centro Oncoematologico di Reggio Emilia, alla presenza del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.
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La promessa di Noemi, una volta guarita, di creare un progetto per aiutare le donne che come lei si trovano ad affrontare quel percorso, è perciò diventata realtà. Ricordiamo che il servizio è dedicato a tutte le pazienti dell’Ematologia.
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