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Reggio Emilia, rapinata in via Fogliani: «Mi hanno rubato la medaglietta d’oro di mio figlio morto»

di Ambra Prati
Reggio Emilia, rapinata in via Fogliani: «Mi hanno rubato la medaglietta d’oro di mio figlio morto»

Rosetta Ricci, 63 anni, aggredita martedì pomeriggio: «Sono finita all’ospedale per 15 euro, non ho dormito»

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REGGIO EMILIA. «Quando quello sconosciuto mi ha strappato la catena, ha preso anche la medaglietta di mio figlio Francesco, morto in un infortunio sul lavoro nel 2005, a 22 anni. Mi è rimasta addosso mezza catenina: il medaglione l’ho cercato per terra in tutta la via, ma è sparito. Ci tenevo, era un caro ricordo». Rosetta Ricci, 63 anni, la signora aggredita, rapinata e gettata a terra sotto casa martedì scorso, al pensiero di quel lutto familiare scoppia a piangere.

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Ha ancora il ginocchio graffiato, al labbro superiore le hanno dato dei punti, è stata dimessa dal pronto soccorso all’una di notte. «Ma non sono riuscita a dormire: nonostante le tisane, ero ancora molto agitata».

Martedì pomeriggio la signora, residente in via Guido Riccio da Fogliani 33, era uscita di casa per andare a fare la ricarica del telefonino: pochi metri, basta svoltare l’angolo verso via Cisalpina. «Una commissione veloce, mio marito Gaetano Sodano è invalido e non mi allontano mai molto, tant’è che ero uscita in ciabatte. Il mio errore è stato quello di non prendere la borsetta, bensì di tenere il portafoglio in mano».

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È stato quel particolare ad attirare l’attenzione del bandito, che Rosetta ha visto nei pressi della fermata dell’autobus, al ritorno. «Carnagione chiara, sui 20-30 anni, vestito di scuro: secondo me straniero, anche se non ha parlato». Un attimo di distrazione, la testa voltata dall’altra parte, e Rosetta si è sentita tirare per il collo da una mano alle spalle, mentre l’altra mano le ha sfilato il portafoglio dalle dita.

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Presa alla sprovvista, Rosetta è caduta a terra, finendo di faccia sull’asfalto. Per fortuna, mentre alcune donne del condominio attirate dalle grida sono scese e hanno portato una sedia alla pensionata allertando figlia e genero, un uomo che passava in auto e ha assistito alla scena si è fermato, ha inseguito lo sconosciuto scavalcando un cancello e rincorrendolo, finché il malvivente ha gettato il portafoglio a terra, dopo averlo svuotato dei contanti. «Tutto questo per miseri 15 euro: ne avevo 30, ma avevo appena pagato la ricarica». Rosetta, originaria di Cosenza, guarda le foto del figlio appese in sala, rievoca il trasferimento in Gardenia nel 1991, la fatica di una famiglia di onesti lavoratori: «Abbiamo fatto una vita dura, prima in Germania, poi qui. Non sono stata fortunata».

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