Sindaci e associazioni nell’aula a difesa della legalità
REGGIO EMILIA. «Cerchiamo di testimoniare con la nostra presenza che c’è attenzione da parte della comunità reggiana sul processo Aemilia». Una riflessione condivisa – durante una pausa del maxi...
REGGIO EMILIA. «Cerchiamo di testimoniare con la nostra presenza che c’è attenzione da parte della comunità reggiana sul processo Aemilia».
Una riflessione condivisa – durante una pausa del maxi procedimento di mafia – dai sindaci Enrico Bini (Castelnovo Monti) Emanuele Cavallaro (Rubiera), Nico Giberti (Albinea), Andrea Tagliavini (Quattro Castella) e Andrea Carletti (Bibbiano), ma c’è pure rappresentata la Provincia (con la consigliera Chiara Albanese) e l’Unione colline matildiche (il capogruppo Davide Menozzi). Fasce tricolori nelle scorse settimane sollecitate dall’appello lanciato dallo stesso Bini. Per alcuni amministratori è la prima volta, per altri no perché sono parte civile nel processo. «Il fatto di non essere parte civile – rimarca il sindaco Giberti – non ci solleva dalla responsabilità di dare il nostro sostegno ai comuni parte nel processo. Ci prendiamo l’impegno di essere ancora più testimoni in questi momenti». Con loro altri amministratori (il vicesindaco Paola Tognoni, l’assessore Roberta Ibatici) e i rappresentanti di Libera nonché di Agende Rosse. Sei amministrazioni comunali reggiane risultano nella rete “mafia free” contro le infiltrazioni della criminalità organizzata.
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