«Iren è sempre più ricca ma le bollette sono salate»
I buoni risultati dell’ex municipalizzata non si traducono in benefici diretti L’affondo di Federconsumatori: «Purtroppo per i consumatori il costo salirà»
REGGIO EMILIA. I brillanti risultati finanziari di Iren, società per azioni erede di tre municipalizzate, rincuorano i comuni che ne sono i soci di maggioranza, ma non contribuiscono, per ora, a rassicurare le migliaia di reggiani che ne sono clienti e ne pagano le fatture sempre più salate. Si potrebbe sperare in qualche riduzione delle bollette, ma il presidente Paolo Peveraro, intervistato ieri dalla Gazzetta di Reggio, mitiga le aspettative: «La parte regolata - dichiara - non può essere oggetto di modifiche tariffarie, ma l'impegno che mettiamo nell'attenzione al servizio andrà a beneficio di tutti i cittadini. Ci sono molti benefici indiretti che derivano dagli investimenti sul territorio». Le associazioni dei consumatori non nascondono la delusione. «E' una dichiarazione generica - commenta Secondo Malaguti, responsabile provinciale di Confconsumatori - che non significa alcunché. Purtroppo, anzichè una diminuzione, dobbiamo attenderci un aumento delle bollette, che è già stato deciso da Roma con la soppressione del servizio a maggiore tutela. Il governo ha rinviato l'applicazione del provvedimento all’anno prossimo allo scopo di non contrariare gli elettori prima del referendum sulla revisione costituzionale. Tuttavia il libero mercato è già attivo dal 2007 e Iren vi partecipa. Due mesi fa abbiamo chiesto un incontro con i vertici dell’azienda, ma non abbiamo ancora avuto risposta». E' altrettanto dura la reazione di Federconsumatori: «Iren - polemizza Lucia Lusenti di Federconsumatori - promette benefici indiretti. Intanto, però, registriamo problemi e disservizi diretti. Centinaia di persone si rivolgono a noi per denunciare comportamenti scorretti dell'azienda o di chi si spaccia per essa. Spesso sono anziani o stranieri contattati telefonicamente, che hanno dato il consenso verbale a contratti svantaggiosi senza capirne i termini e le condizioni». Nella nostra provincia Iren gode di una rilevante rendita di posizione, essendo l'erede di Enia e di Agac, l'azienda consorziale dei comuni reggiani. Perciò l'apprezzamento del vecchio servizio municipalizzato fa sì che la maggior parte dei cittadini sia rimasta cliente di Iren. Di tale fiducia approfittano i call center del libero mercato. «Quando una persona - osserva Lusenti - riceve la telefonata di chi dice di parlare a nome di Iren, la sta ad ascoltare. Ma questi venditori sono di Iren mercato o di un'azienda concorrente, che sfrutta mentendo un nome stimato. Se accettano la proposta, spesso gli interpellati hanno modo di pentirsene, perché i contratti liberi devono essere seguiti con competenza e attenzione per non cadere in trabocchetti. Purtroppo, poi, è difficile ritornare indietro: «Per entrare nel mercato libero - spiega Lucia Lusenti - basta un sì al telefono. Uscirne è un'impresa improba».
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