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castelnovo, il pd dopo la denuncia del M5s

«Manifesti abusivi: solo 2 su 20 erano affissi fuori posto»

CASTELNOVO MONTI. Il coordinatore del Pd dell’Appennino, Guido Tirelli, risponde alla denuncia del Movimento 5 Stelle per l’affissione abusiva di alcuni manifesti al favore del «sì» al referendum...

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CASTELNOVO MONTI. Il coordinatore del Pd dell’Appennino, Guido Tirelli, risponde alla denuncia del Movimento 5 Stelle per l’affissione abusiva di alcuni manifesti al favore del «sì» al referendum costituzionale, rilevata a Castelnovo Monti. Una denuncia che Tirelli definisce «una bolla di sapone. Gli amici ed avversari del M5S di Castelnovo, come i loro colleghi nazionali, non riescono a controbattere i contenuti del referendum, e quindi fanno appello ad emozioni viscerali, devono creare una immagine di nemico arrogante, il Pd, che inonda abusivamente il nostro Comune di manifesti, sprezzante delle regole della competizione democratica. Tutto questo è una tempesta in un bicchiere d'acqua: dopo i necessari accertamenti, i fatti risultano diversi. Un ufficio nazionale del Pd due mesi fa ha prenotato e pagato, all'ufficio che gestisce le affissioni del nostro Comune, l'affissione in spazi commerciali di manifesti sul referendum. Nei tempi previsti l'ufficio affissioni di Castelnovo ha proceduto alle affissioni prenotate e pagate».

Conclude Tirelli: «Su una ventina di manifesti da attaccare, 18 sono finiti negli spazi giusti ed alcuni, 2 a quanto sappiamo, sono stati erroneamente incollati dall’addetto sui supporti metallici predisposti per una passata giornata elettorale e mai rimossi; supporti che in questi mesi sono stati usati per pubblicità commerciali e che dal 4 novembre devono tornare ad esclusivo uso elettorale. I due manifesti attaccati in spazi sbagliati sono stati rimossi. Questo è stato il misfatto, lasciamo alla cittadinanza di valutare se la denuncia pentastellata ha una dimensione di rilievo o se è una polemica senza contenuti. Il referendum sulla modifica costituzionale è una occasione epocale, che dà molto fastidio a tanti e questi sono i colori del dibattito».

Nei giorni scorsi il M5S aveva segnalato al sindaco e alla polizia municipale l'affissione irregolare di alcuni manifesti per il «sì» al referendum costituzionale. «Risulta difficile – aveva affermato il capogruppo Massimiliano Genitoni – capire perché anche in un Comune insignificante di poco più di 10.000 anime quale Castelnovo Monti, primo Comune mafia free d'Italia, simbolo della legalità per eccellenza, sia così importante influenzare l'opinione pubblica per dire sì anche a se per farlo si infrangono le leggi dello stato».

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