«Nuovi scenari sulle false fatturazioni»
Aemilia, la replica dei legali dei due fratelli Vertinelli e di Zangari: «Non c’entrano, è emerso in aula»
REGGIO EMILIA. Sulle accuse – al centro dell’ultima udienza del maxi processo Aemilia – relative ad un’autentica “montagna” di fatture false (ammontanti a circa 24 milioni di euro) e che per la Dda di Bologna coinvolgono quindici persone, arrivano le repliche di due avvocati difensori.
«La deposizione del luogotenente della Finanza di Cremona Filippo Nocerino – rimarca l’avvocato Alessio Fornaciari che assiste i due fratelli Vertinelli – ha fornito una verità processuale diversa da quella riportata nel capo d’imputazione. Durante il controesame del luogotenente è infatti emersa la non riconducibilità delle società Top Service srl e Secav srl a Palmo e Giuseppe Vertinelli ma a Giuseppe Giglio, perciò si può concludere con l’estraneità dei Vertinelli rispetto a questo capo d’imputazione e quindi alle false fatturazioni». Anche l’avvocatessa Raffaella Pellini fa riferimento a quanto è emerso in aula dalle dichiarazioni del testimone, che a suo parere hanno evidenziato differenti scenari. «Per quanto attiene, nello specifico, a Valter Zangari – sottolinea il suo difensore – è emerso che la società Trasmoter non era, di fatto, riconducibile allo stesso, per quanto riguarda la gestione e l'amministrazione della stessa, con tutto quel che ne consegue e che sarà oggetto di discussione in sede processuale».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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