Sit-in contro lo sfratto di 4 famiglie
Adl-Cobas e Aq16: «Cacciati dopo la vendita all’asta della palazzina»
REGGIO EMILIA. Quattro famiglie in cui ci sono due donne incinte e una decina di figli piccoli, nel giro di pochi giorni si troveranno senza casa a causa di uno sfratto esecutivo arrivato a seguito della vendita all'asta del Tribunale di Reggio di una palazzina di quattro appartamenti in via Tonale.
Il primo sfratto sarà eseguito il 28 ottobre, altri il 18 novembre, ma per ora nessuna di questa famiglie è riuscita a trovare un nuovo alloggio, anche se sono disponibili a pagare l'affitto e possono contare su uno stipendio garantito.
«Oggi a Reggio per affittare un appartamento servono tra anticipo, compenso all'agenzia e allaccio delle utenze dai 2mila ai 2.500 euro» hanno denunciato ieri il portavoce di Adl - Cobas Silvio Rosati e il centro sociale Aq 16, nel corso del sit-in di protesta davanti all'ufficio politiche sociali del Comune sotto la Galleria Santa Maria. Una protesta avvenuta alla presenza delle famiglie direttamente coinvolte (due di origine marocchina, una cinese e una del Burkina Faso), che va oltre il singolo sfratto e che vedrà Cobas Adl e Aq 16 a fianco di quei nuclei familiari per evitare che si ritrovino senza una casa. «A Reggio c'è un mercato dell'affitto bloccato da una sorta di accordo tra le agenzie immobiliari - ha spiegato Rosati - ed è la situazione anomale che riguarda tante famiglie che faticano a trovare casa, anche in presenza di uno stipendio e di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, nonostante siano circa 18mila le abitazioni sfitte nella comune capoluogo. Per firmare il contratto non serve solo il contratto di lavoro e aver pagato almeno le tre mensilità precedenti, ma ci vuole un sacco di soldi e molto spesso una seconda firma di garanzia».
Da qui la protesta, misurata e composta, di ieri mattina delle famiglie coinvolte con a fianco Cobas e Aq16 in Galleria Santa Maria.
La richiesta rivolta al vice sindaco Matteo Sassi, che nei giorni scorsi si era detto intenzionato ad adottare misure per favorire l'utilizzo di appartamenti sfitti, è l'apertura di un tavolo per risolvere questa situazione prima che il 28 ottobre scatti lo sfratto esecutivo. Cobas e Aq 16 dal canto loro hanno già preannunciato azioni per contrastare lo sgombero dell' abitazione.
«Non resteremo indifferenti» ha ribadito il portavoce di dl Cobas Silvio Rosati che ha incassato anche l'appoggio di Adl Cobas dell'Emilia Romagna. «Noi vogliamo pagare l'affitto ma 500 euro sono troppi e non posso mettere mia figlia che è malata al cuore in un buco pieno di muffa», ci ha detto il marocchino Issam che fa il muratore, mentre Adam Zampu, che lavora da 14 anni a Fabbrico in un'azienda metalmeccanica, in un italiano ancora stentato sostiene con convinzione che «le case agli extracomunitari non vogliono darle, anche se c'è la garanzia del pagamento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
