Gazzetta di Reggio

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Bellini presto testimone, ma senza scorta

Il killer non è più un pentito: parlerà degli anni Novanta e di Valerio. Scontro sulle rivelazioni di Giglio

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REGGIO EMILIA. Nelle prossime udienze arriveranno le deposizioni di alcuni pentiti.

E spicca quella del killer reggiano Paolo Bellini, anche se collaboratore di giustizia non lo è più, quindi non verrà a Reggio scortato.

Da lui il pm antimafia Marco Mescolini vuole sapere come si muoveva a Reggio la ’ndrangheta negli anni Novanta, quale supporto aveva dato alle azioni criminali susseguitesi in quel cupo periodo e in particolare che rapporti avesse con Antonio Valerio (Bellini tentò di ucciderlo, ndr) che ora è alla sbarra per il processo Aemilia.

Quest’ultimo dalla “gabbia” vuole intervenire sul punto,ma la Corte lo stoppa subito. Saranno sentiti anche i due collaboratori di giustizia potentini Saverio Loconsolo ed Alessandro D’Amato che hanno fatto dichiarazioni – in altri procedimenti – sull’esistenza ed operatività della cosca a Reggio, ma anche sulla partecipazione al clan di Nicolino e Gianluigi Sarcone nonché di Alfonso Diletto, entrando sul battesimo di ’ndrangheta e sui gradi ricevuti dalle persone specificatamente indicate dai due pentiti.

Non si sa, invece, ancora quale sarà il destino – come testimone – del pentito Giuseppe Giglio, già condannato nell’udienza preliminare di Aemilia a 12 anni e mezzo: i verbali di diverse sue recenti rivelazioni sono già stati depositati dal pm Mescolini che l’ha interrogato: «Le dichiarazioni che ha reso devono far parte di questo processo».

Ma alcuni avvocati difensori si sono opposti non solo alla testimonianza di Giglio, ma anche all’ammissibilità delle sue dichiarazioni presenti nei verbali depositati.

La Corte si esprimerà – con un’ordinanza – su questo “passaggio” non indifferente nella prossima udienza. (t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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