Indagine a Parma Verifiche di Unieco dopo la notizia
REGGIO EMILIA. Verifiche sull’indagine in corso a Parma e poi, forse già lunedì, una dichiarazione ufficiale per fugare ogni dubbio. Ieri sera, dopo il cda, i vertici di Unieco hanno deciso di...
REGGIO EMILIA. Verifiche sull’indagine in corso a Parma e poi, forse già lunedì, una dichiarazione ufficiale per fugare ogni dubbio. Ieri sera, dopo il cda, i vertici di Unieco hanno deciso di vederci chiaro sull’indagine per turbata libertà di scelta del contraente che vede indagato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Una vicenda che riguarda la vendita della Stu Pasubio, la società per la riqualificazione del comparto della zona di via Pasubio, ceduta nell’ottobre 2012 alla reggiana Remilia, società del gruppo cooperativo Unieco, che chiederà probabilmente lumi alla procura ducale. Per la vendita della Stu Pasubio il sindaco di Parma è indagato dal 2015. E risale al 2012 l’inchiesta, aperta in base all’esposto di un funzionario comunale sulla vendita della società pubblico-privata di riqualificazione urbana, ceduta in quell’anno alla srl Remilia. Si è saputo due giorni fa della terza inchiesta che vede indagato Pizzarotti (assolto per le nomine del Teatro Regio, è ancora accusato di disastro colposo per l’alluvione di Parma nel 2014), ma sulle prime si era invece appreso che questa indagine sarebbe stata un’iniziativa autonoma della Procura. Il sindaco ha detto ieri di non aver mai ricevuto l’avviso di garanzia per questa terza indagine e le diverse procedure dell’inchiesta, che è stata anche prorogata nel frattempo, rendono possibile il disguido. Pizzarotti, in un post su Facebook pubblicato nella tarda serata di giovedì, si era detto «sorpreso dell’indagine, visto che la vendita di Stu Pasubio era una procedura già in atto e visto che la società in questione era una partecipata che aveva oltre 40 milioni di debiti. Chi l’ha comprata era l’unico soggetto che aveva interesse ad acquisire la partecipazione per completare l’operazione immobiliare. Quello che abbiamo fatto noi, continuando l’operazione del commissario Ciclosi, è stato liberare i parmigiani da un debito di più di 40 milioni lasciato in eredità». (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
