L’Ausl sulla patente negata «Troveremo la soluzione»
Carpineti: l’azienda replica a Giuseppe Vezzosi, vittima di un’odissea burocratica «Il problema dipende dalla lettura automatica, che si blocca con le imperfezioni»
CARPINETI. «L’iter per il rinnovo della patente? Si tratta di una procedura automatica che non consente interventi manuali di rettifica. Ora il direttore del Servizio medicina Legale si è attivato per individuare la soluzione meno onerosa».
La precisazione arriva dall’Ausl reggiana dopo la segnalazione del carpinetano Giuseppe Vezzosi, rimasto invischiato in una piccola odissea burocratica per il rinnovo della patente a causa di un banale errore meccanico.
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La macchina di timbratura dei bollettini postali dell’ufficio di Carpineti ha compilato male un bollettino da 16 euro, e nonostante le correzioni a mano dell’addetta il bollettino non è stato riconosciuto.
Vezzosi, che ha superato la visita ottenendo il rinnovo della patente per due anni, non ha quindi ricevuto la nuova patente, nonostante diversi giri fra uffici Ausl e motorizzazione. Per ora può guidare col certificato rilasciato, valido sei mesi, ma dovrà comunque ottenere il foglio di guida ufficiale.
L’unica soluzione proposta sinora comporta ulteriore burocrazia e il pagamento di altri bollettini, nonostante l’uomo non abbia responsabilità.
Il problema di fondo è in una sorta di corto circuito informatico.
«Dal 2014 la procedura di rinnovo della patente viene effettuata per via telematica: foto e ricevute dei versamenti effettuati – sottolineano dall’Ausl – devono essere inseriti tramite lettore ottico nel sistema informatico del Ministro dei Trasporti predisposto per le patenti».
Si tratta di una «lettura automatica computerizzata» e quindi «qualunque imperfezione nel codice numerico del bollettino impedisce l’acquisizione dei versamenti rendendo impossibile la procedura di rinnovo della patente – prosegue l’Ausl –. Si tratta di una procedura automatica che non consente interventi manuali di rettifica». Impossibile intervenire nel percorso, quindi, anche in caso di altre certificazioni manuali. L’unica soluzione sarebbe probabilmente stata rifare il bollettino, che però sarebbe costato altri 16 euro. E ora? L’Ausl si sta già muovendo. «Anche se il disguido non è dipendente dalla volontà della commissione che ha esaminato il signor Vezzosi – conclude l’Ausl –, comprendendo il disagio che ne è derivato, la dottoressa Maria Grazia Cecchini, direttore del Servizio medicina Legale si è attivata per individuare la soluzione meno onerosa». (adr.ar.)
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