Presa la banda delle colonne self-service
Due in manette e caccia ai complici dopo l’ennesimo colpo in un’area di servizio. Chiodi a quattro punte nel furgone rubato
GUALTIERI. Scacco alla banda dei self-service. I carabinieri della compagnia di Guastalla sono riusciti a dare un nome e volto a due componenti del commando che ha assaltato la colonnina del distributore Yes sulla Cispadana, nel territorio di Gualtieri. Si tratta del 23enne residente a Gualtieri, Maurizio De Padova, e del 48enne di origine siciliana, ma da tempo a Guastalla, Mario Aurelio Roberto Drago. Ora le indagini dovranno chiarire se i due siano responsabili di analoghi colpi avvenuti in zona e nei territori limitrofi.
Nella notte tra giovedì e ieri, il tentato colpo che ha fatto finire in manette i due. De Padova e Drago, secondo le indagini dei carabinieri, erano in compagnia di altri complici a bordo di un autocarro rubato a Viadana (Mantova), hanno raggiunto l’area di servizio lungo la provinciale Cispadana. Con una manovra in retromarcia hanno cercato di sradicare la colonnina self-service. Un copione già visto e troppo spesso andato a segno. Ma quando erano pronti a saccheggiare il fortino sono dovuti fuggire, per l’arrivo dei carabinieri allertati dai un cittadino che ha visto la loro azione.
Sulle tracce dei malviventi si sono subito messi i carabinieri del Nucleo radiomobile di Guastalla che hanno intercettato il furgone in marcia e ne è scaturito un concitato inseguimento.
Il conducente del mezzo, poi identificato nel 23enne, tallonato dai carabinieri si è visto costretto ad abbandonare il furgone in mezzo alla strada proseguendo quindi la fuga a piedi, nei campi. Una fuga, però, che è durato poco. Braccato dai militari, è stato bloccato e arrestato.
Tanto è bastato per arrivare, ben presto, al complice, che i carabinieri sono andati a prendere a casa, dove stava fingendo di dormire. Il motore della sua auto ancora caldo e le recenti chiamate sul suo telefono sono ritenute di interesse investigativo e lasciano agli investigatori pochi dubbi su dove si trovasse durante il colpo. L’uomo è stato condotto in caserma dove anche per lui sono scattate le manette.
Intanto, sul furgone rubato e usato per sradicare e caricare le colonnine self-service, sono state trovate centinaia di chiodi a 4 punte da disseminare lungo la strada per bloccare eventuali pattuglie inseguitrici, guanti per non lasciare impronte, passamontagna per evitare di essere riconosciuti dai sistemi di videosorveglianza installati nelle aree di servizio. Non solo: i banditi avevano attivato un gruppo “Whatsapp” per rendere sicure le comunicazioni durante i colpi. Ora i carabinieri danno la caccia ai complici. (el.pe)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
