La defenestrazione di Cavriago, in due fuori dal Pd: «Troppe tensioni, allora siamo usciti»
Fuori dalla segreteria i componenti che criticarono i voucher. Benati: «Ma non eravamo contro la giunta»
CAVRIAGO. «È una scelta che abbiamo fatto insieme a Stefania, per tranquillizzare gli animi».
Andrea Bonacini è l’unico dell’ormai ex segreteria del Circolo Pd di Cavriago a parlare. Sul caso voucher, sfociato in una “crisi” di partito, per ora prevalgono i «no comment» sulla soluzione trovata, con due componenti ufficialmente fuori. Non commenta l’altro “fuoriscito” Fabrizio Benati, e non vuole assolutamente commentare la segretaria confermata, Stefania Salsi. I tre, si ricorderà, erano stati protagonisti di un documento in cui prendevano chiara posizione contro la scelta della giunta guidata da Paolo Burani di utilizzare i voucher come mezzo per impiegare due figure all’interno dell’Ufficio tributi. Una soluzione trovata per far fronte a un momento in cui c’era bisogno di sbrigare molto lavoro in area riscossioni. Ma con uno strumento che, dalla sua ideazione, incontra forti contestazioni, a sinistra.
Parole, le loro, che però scatenarono reazioni, come le dimissioni di un altro componente della segretaria locale, Francesca Bedoni, lei però perché non concorde con quella presa di posizione. Mentre la giunta Burani è stata investita da un doppio polverone: non solo le critiche del mondo del sindacato e con vari lavoratori pubblici sul piede di guerra, ma anche per una possibile crisi politica. O almeno, così sembrava. Perché la riunione del circolo dell’altra sera, invece, ha ristabilito l’unitarietà.
Il prezzo? I “contestatori” Fabrizio Benati e Andrea Bonacini – quest’ultimo fa parte anche della segreteria provinciale del Pd – sono fuori. Mentre la segretaria, Stefania Salsi, può andare avanti, col mandato di rifare la segreteria. «Si era creata troppa tensione – ammette Bonacini –. Nel nostro partito se attacchi l’amministrazione viene preso come un attacco tout court. Ma noi non volevamo dire che questa amministrazione andava sostituita. Anzi, sta lavorando bene su tutto il resto. Noi volevamo solo puntualizzare che riteniamo l’uso dei voucher anche politicamente inopportuno. E il Pd a livello nazionale, e regionale soprattutto, è in antitesi con quello che fa Cavriago. Ma per smorzare le differenze – ammette infine – abbiamo fatto un passo indietro».
«Anche perché – confida – io non abito a Cavriago. Fabrizio ci abita da poco. Non siamo considerati autoctoni...».
Come dire che il resto della segretaria, evidentemente più compatto sulla linea dell’amministrazione comunale, ha fatto prima a “liquidare” chi la pensava in maniera diversa. Bonacini però non nasconde l’amarezza.
«Certo, l’amarezza c’è. Cavriago è un Comune simbolo. Non solo per il busto di Lenin. Ma per la sinistra, per i diritti dei lavoratori. Questa storia dei voucher ha richiamato l’attenzione della stampa nazionale. In queste settimane ho ricevuto tante telefonate da diversi media, ma non ho mai voluto fomentare la polemica. Mi auguro che sul punto, sull’utilizzo voucher, si continui a fare chiarezza. Non è stato possibile bloccare il loro utilizzato, abbiamo fatto un passo indietro noi. Ma speriamo che sia l’ultima volta che vengano utilizzati nella pubblica amministrazione».
Non vuole rilasciare dichiarazioni la segretaria Stefania Salsi. «Dobbiamo ancora fare delle valutazioni. Tra qualche giorno...» si limita a dire dall’altro capo del telefono.
Stessa linea per Fabrizio Benati: interpellato, non commenta. Forse qualcosa da dirsi, ancora, c’è dentro le stanze del partito. Le sue ultime dichiarazioni pubbliche restano quelle del primo documento – quello firmato con Salsi e Bonacini – di critica all’utilizzo dei voucher. Una posizione che appare nient’affatto cambiata, sul punto.
Ma se c’è stata una questione politica da affrontare. Almeno quella, per ora, per la giunta Burani sembra risolta. In questo modo.
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