«All’Asp situazione non così grave»
Carpineti: l’amministrazione replica alle contestazioni del Pd sul Don Cavalletti
CARPINETI. «La situazione dell’Asp Don Cavalletti di Carpineti? Non è drammatica come afferma la minoranza Pd».
Dopo una settimana di polemiche sulla situazione economica dell’azienda alla persona carpinetana, che offre servizi assistenziali a domicilio in mezza montagna oltre a gestire la casa di riposo di Poiago, sabato mattina si è tenuto un consiglio comunale a Carpineti incentrato su questi temi. E sull’interrogazione che l’opposizione Pd ha presentato sull’argomento all’amministrazione guidata dal sindaco Tiziano Borghi.
«Non solo l’Asp don Cavalletti non versa in situazioni preoccupanti per mezzi e servizi ma addirittura la situazione è notevolmente migliorata rispetto a tre anni fa e rispetto allora ora si trova in una condizione più tranquilla e serena» sostiene l’amministrazione comunale. E il pesante fardello debitorio, attorno ai 400mila euro, è ora meno pesante. «Questa situazione migliorativa è avvenuta grazie a tutti i Comuni soci che in modo responsabile hanno riconosciuto il debito accumulato dal don Cavalletti dal 2008 al 2014 di quasi 400 mila euro, col solo voto contrario del Pd di Carpineti. Ciò ha comportato per l’Amministrazione di Carpineti un esborso immediato verso l’ASP di 90 mila euro, mentre la differenza sarà rateizzata nei prossimi anni», spiega l’assessore Enrica Costi. Se invece «i Comuni non avessero votato la proposta del riconoscimento del debito e non fosse stato possibile ripianare il debito dell’Asp, il don Cavalletti sarebbe andato verso un default certo», aggiunge sempre la Costi.
Per Carpineti lo sforzo economico è stato notevole ma «utile». «L’esercizio in corso dell’Asp, grazie ai correttivi della gestione apportati nel 2016, vedrà per la prima volta un dimezzamento delle perdite rispetto agli anni scorsi, perdite che superavano i 100 mila euro per bilancio. Siamo fiduciosi prossimamente di raggiungere il pareggio» aggiunge il sindaco Tiziano Borghi. La situazione è comunque al limite, come sforzi richiesti: «In questo momento i costi del Don Cavalletti non sono ulteriormente comprimibili e i dipendenti della struttura, che tanto hanno contribuito alla diminuzione delle perdite, non possono essere ridotti oltre al blocco del turnover già avvenuto. Ciò comporterà che per raggiungere l’obiettivo del pareggio occorre ipotizzare un cambiamento strutturale».
Il Pd aveva contestato anche il taglio dei fondi forniti dal Comune all’Auser. Il calo è dovuto, per l’assessore Costi, «al calo dei servizi forniti. Il contributo che il Comune concorda annualmente con l’Auser è direttamente proporzionato ai servizi di trasporto che l’associazione è in grado di fare, che sono passati dai 246 dell’anno 2015 ai 124 di metà ottobre 2016». (adr.ar.)
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