Coloretti: «Bini presidente ma non c’è stato dibattito»
CASTELNOVO MONTI. «Un atto approvato in tutta fretta e senza la benché minima possibilità di dibattito». Così in estrema sintesi l’esponente villaminozzese di centrodestra e consigliere di minoranza...
CASTELNOVO MONTI. «Un atto approvato in tutta fretta e senza la benché minima possibilità di dibattito». Così in estrema sintesi l’esponente villaminozzese di centrodestra e consigliere di minoranza nell’Unione dei Comuni dell’Appennino, Massimiliano Coloretti, commenta il rinnovo per altri due anni del sindaco Enrico Bini alla presidenza dell’ente che riunisce tutti i comuni montani.
«Il 14 ottobre – spiega Coloretti – mi è arrivata la pec con la convocazione del consiglio dell'Unione per il 19 ottobre, insieme all’ordine del giorno che vede al primo punto l'elezione del presidente. Dopo avere atteso un paio di giorni, lunedì pomeriggio ho mandato a mia volta una pec alla segreteria dell'Unione chiedendo l'atto d’indirizzo che precede l'elezione del presidente, sottoscritto dal terzo dei consiglieri, con gli estremi di protocollo. Il 18 mi è stato inviato l'atto non sottoscritto. Quindi ho chiesto nuovamente l'atto sottoscritto e gli estremi di protocollo: l'atto è arrivato nello stesso giorno senza gli estremi di protocollo, inviati il giorno 19, stesso giorno del consiglio, dopo ulteriore richiesta. Oltre ogni tempo utile per effettuare considerazioni in merito: in particolare su un argomento così fondamentale come l’atto di indirizzo della giunta. Qui, all'interno del “soviet” della montagna – aggiunge Coloretti – o si lavora all'interno dei gruppi, venendo inglobati nelle politiche di governo, oppure si rimane ai margini, alzando una mano, eventualmente, in dissenso, sentimento nostalgico di democrazia che ormai, con la creazione di enti di secondo grado, nei quali cioè i consiglieri non sono più eletti, bensì nominati, rimane sempre più marginale».
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