Gazzetta di Reggio

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Al suo primo lancio paracadutista sbaglia e finisce sull’hangar

di Ambra Prati
Al suo primo lancio paracadutista sbaglia e finisce sull’hangar

Tanta paura ma nessuna conseguenza per un 52enne Soccorso dai vigili del fuoco, i complimenti dell’istruttore

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REGGIO EMILIA. Era al suo primo lancio, e l’istruttore gli ha anche fatto i complimenti per la correttezza delle manovre. Peccato che il battesimo del volo si sia concluso con quello che in gergo tecnico viene definito “atterraggio non previsto”: il paracadutista 52enne, residente nel Bergamasco, è finito sul tetto di un capannone dell’aeroporto. Non si è fatto nulla, nemmeno un graffio: solo tanta paura e l’intervento obbligato dei vigili del fuoco.

È accaduto ieri mattina al campovolo, dove un gruppo di bergamaschi aderenti all’Anpdi – associazione nazionale paracadutisti d’Italia, associazione d’arma che dà la possibilità di frequentare corsi e lanci sotto la supervisione e in collaborazione con il Centro di addestramento paracadutisti (Ca.Par.) della brigata Folgore – erano ospiti della Bfu, la Body Fly University reggiana, con la quale collaborano.

Mentre quest’ultima è una associazione di paracadutisti sportivi, gli associati all’Anpdi sono paracadutisti “allievi” sotto il controllo militare, che stavano effettuando lanci con paracadute tondo da 500 metri. Tra l’altro l’Anpdi riprendeva le attività nella nostra città proprio ieri, dopo la pausa estiva.

Il primo gruppo si era già lanciato, poi è toccato al secondo: una delle nove persone decollate alle 11.30 ha sbagliato l’atterraggio, finendo sopra a un hangar del campovolo, per fortuna senza conseguenze fisiche.

Per portare a terra il malcapitato è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco reggiani, che si sono recati sul posto con una squadra e un’autoscala. I pompieri prima hanno fatto scendere il 52enne – che attendeva tranquillamente seduto sul tetto – tramite l’autoscala, poi hanno recuperato la vela, rimasta impigliata tra la sommità dell’edificio e l’antenna.

Un intervento veloce, tanto che gli uomini di via della Canalina sono potuti rientrare in meno di un’ora, mentre per il 52enne non è stata necessaria nemmeno un’ambulanza.

Un inconveniente che non ha sospeso gli ulteriori lanci previsti.

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