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Il pittore-carabiniere che ha commosso il generale Del Sette

di Luciano Salsi
Il pittore-carabiniere che ha commosso il generale Del Sette

Reggio Emilia: il 37enne appuntato autore dell’opera scoperta in caserma. «Grato al colonnello Buda per la commissione del quadro»

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REGGIO EMILIA. La rigida disciplina del carabiniere parrebbe inconciliabile con la libertà creativa dell’artista. L’appuntato Graziano Nocita smentisce il pregiudizio con il grande quadro scoperto martedì scorso, fra gli applausi dei colleghi, nell’androne della caserma di corso Cairoli, in occasione della visita del generale Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma.

Era stato il comandante provinciale Antonino Buda ad offrirgli la possibilità di dedicare il tempo libero alla vocazione artistica, dalla quale è scaturita un’opera che abbellisce l’ingresso della caserma e ne illustra sia l’intitolazione al carabiniere reggiano Leone Carmana, sia l’ubicazione nella città del Tricolore.

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«Sono grato – afferma Nocita – al colonnello Buda per avermi dato l’opportunità di realizzare il quadro e di scoprirlo di fronte al Comandante generale. Vi ho lavorato con impegno da aprile a giugno per una o due ore al giorno, nei ritagli di tempo al di fuori del servizio. Così ho potuto dedicare all’Arma la mia passione per l’arte, che è precedente all’arruolamento».

Nocita usa il pennello con la stessa convinzione e con lo stesso orgoglio con cui indossa la divisa. Ha 37 anni. Nativo del Salento, si è laureato nel 2003 all’Accademia di Belle arti di Lecce, dove aveva seguito corsi di pittura e scultura. Nei carabinieri è entrato attraverso il servizio di leva, allora obbligatorio. Dopo due anni in provincia di Pordenone, ha scelto di continuare e, una volta terminata a Iglesias la scuola allievi, nel 2006 è stato destinato a Reggio, dove si è sposato. «La scultura – spiega Nocita – l’ho dovuta abbandonare, perché richiede disponibilità di spazio e materiali. La pittura, invece, rimane per me un grande hobby, oltre alla fotografia».

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Con il quadro inaugurato martedì l’appuntato colma una lacuna della memoria cittadina, raffigurando in un ritratto idealizzato un carabiniere medaglia d’oro al valor miliare che per molti reggiani è una sorta di Carneade.

Leone Carmana nacque a Gazzano di Villa Minozzo nel 1894 e morì a Reggio nel 1926. Il 4 giugno 1920 era di guardia alla polveriera di Vallegrande, nei pressi di La Spezia, quando fu ferito mentre si opponeva all'assalto di un gruppo di rivoltosi anarco-socialisti. Perciò venne decorato.

Nocita lo rappresenta a fianco della caserma reggiana a lui dedicata, mentre il cielo è solcato dalle Frecce tricolori. Il quadro incorniciato misura 2,90 metri per 1,60.

È una pittura acrilica realizzata su una tela preparata dall’artista stendendo su un fondo di iuta un impasto di intonaco mescolato con polvere di tufo leccese. È una tecnica che, formando delle crepe sul dipinto, arriva a simulare l’affresco. Nocita si esprime con un realismo che ricorda le celebri tavole di Beltrame, il quale immortalò anche le gesta dei carabinieri sulla Domenica del Corriere.

All’Arma s’era ispirato in altri tre grandi quadri conservati nella stazione dei carabinieri di Fiume Veneto, in provincia di Pordenone. Inoltre presso il comando della Legione, a Udine, ha lasciato le quattordici scene di una Via Crucis.

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