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«Riasfaltata la via, tolte le strisce pedonali»

«Riasfaltata la via, tolte le strisce pedonali»

Adriano Panciroli, figlio della vittima: «Stiamo valutando di fare causa al Comune per l’incidente»

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NOVELLARA. «Stiamo valutando di ricorrere alle vie legali perché incidenti come quello di cui è rimasto vittima mio padre non accadano più». È ancora sotto choc per quanto accaduto, Adriano Panciroli, figlio del 90enne falciato da un’auto sabato sera davanti a casa.

Adriano, residente a Novellara e di professione artigiano tessile, sta valutando assieme alla sorella Palmelisa, residente a Carpi, di intentare un’azione legale nei confronti del Comune, che ha la responsabilità dell’illuminazione pubblica. Non solo, la famiglia Panciroli ha notato che nel punto in cui Giuseppe ha attraversato la strada una volta erano presenti le strisce pedonali, che poi sono state rimosse. L’anziano, quindi, era abituato ad attraversare in quel tratto esattamente davanti a casa sua, al civico 17 di via Monte Grappa, perché una volta lì c’erano le strisce pedonali.

«Mio padre stava ritornando dalle messa delle 18, che era solito frequentare alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano – spiega Adriano Panciroli –. Ha attraversato per abitudine la strada nel punto in cui è stato investito. Se ci fosse stata un’illuminazione adeguata non dico che il pericolo sarebbe stato evitato completamente, ma forse il danno non sarebbe stato così grande. Stiamo valutando di adire le vie legali per evitare che episodi gravissimi come questo si ripetano in altri casi. Mio padre, inoltre, era abituato ad attraversare la strada in quel punto perché una volta c’erano le strisce pedonali. Poi la strada è stata riasfaltata e sono sparite da quel punto. Le strisce pedonali sono presenti in altri due tratti che, però, sono molto distanti rispetto a quel punto. Lui, per abitudine, ha preferito raggiungere l’altro lato della strada proprio lì», aggiunge Adriano. Intorno alla famiglia Panciroli si sta stringendo tutta la comunità di Novellara. «Mio padre dava una mano durante le feste di paese. Fino a quando ha potuto, si è sempre dato da fare – sottolinea il figlio –. Era attivo come volontario della Croce rossa, dove ha sempre fatto il barelliere. Ultimamente faceva l’accompagnatore degli ammalati che dovevano sottoporsi a dialisi. Era in pensione da una ventina d’anni dopo che, per tanto tempo, aveva gestito un negozio di alimentari e un forno vicino alla stazione». (s.a.)

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