Eternit, ripartono il processo e la rabbia
Domani a Torino inizia la fase preliminare. Il Comune di Rubiera si costituirà parte civile
RUBIERA. Riparte con una mobilitazione collettiva delle vittime il processo bis sull’amianto, istruito lo scorso anno a Torino e riguardante anche tante famiglie rubieresi. Domani a Torino riparte il secondo processo contro il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, titolare dell’azienda che per decenni ha realizzato infissi e prodotti in eternit, a base di amianto, prima che la grande pericolosità dell’amianto stesso (causa di diversi tumori polmonari) diventasse palese. Nel mondo l’eternit ha fatto migliaia e migliaia di vittime, e pure il conto italiano è molto salato. La lista più lunga di decessi è a Casale Monferrato, dove si trovava il principale stabilimento nazionale, ma anche Rubiera per decenni ha ospitato una sede produttiva in cui la lavorazione era praticamente a visto aperto, con gli operai costretti a respirare per ore le polveri di amianto. E il fortissimo sospetto è che Schmidheiny abbia taciuto sulla pericolosità del materiale per molti anni, per non interrompere una produzione molto redditizia. In Italia la prima causa, per disastro ambientale colposo, si è conclusa nel 2014 con la prescrizione all’ultimo grado di giudizio per la scadenza dei termini previsti dalla legge. Ora a Torino è stato istruito un nuovo procedimento per 258 omicidi colposi, vittime dell’esposizione all’amianto, e a Reggio il Comune di Rubiera ha presentato segnalazione alla Procura: pure nella nostra città potrebbe partire un processo. La causa non è semplice, e si è fermata quasi un anno fa in attesa della decisione della Corte Costituzionale, che pochi mesi fa ha sancito la possibilità di processare nuovamente Schmidheiny: l’accusa è diversa e l’organo romano ha dato il via libera alla magistratura. Domani a Torino inizia quindi la fase preliminare, al termine della quale il Comune di Rubiera si costituirà parte civile. Ci vorrà tempo, però, perché gli avvocati della difesa hanno presentato delle controdeduzioni e saranno necessarie diverse sedute per sbrigare la pratica. Per questo motivo la delegazione rubierese non presenzierà, pronta a muoversi per la fine della fase preliminare, quando sarà possibile costituirsi parte civile al processo. Oggi pomeriggio le associazioni delle vittime e dei famigliari hanno organizzato una conferenza stampa per ribadire il loro impegno. Domattina, invece, sarà organizzato un flash mob, un presidio e una manifestazione di protesta davanti al palazzo di giustizia torinese per ricordare l’altissimo numero di vittime pagate all’avidità e alla volontà di tenere nascosto un segreto per meri motivi di profitto, pur consapevoli dell’altissimo rischio per la salute di chi lavorava i prodotti a base di amianto. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
