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Morto il vigile che amava i viaggi

Morto il vigile che amava i viaggi

Giuseppe Artoni aveva 84 anni e si è spento nella sua abitazione

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REGGIO EMILIA. Ha viaggiato il mondo, quasi sempre da solo, con i mezzi più strani. E anche l’ultimo viaggio l’ha compiuto da solo.

È morto infatti a 84 anni, mentre viveva solitario nella sua abitazione di via Chiesa, vicino al ristorante Capriolo, l’ex vigile urbano Giuseppe Artoni famoso soprattutto per aver girato la terra in lungo e in largo «alla ricerca del vero socialismo», come amava raccontare lui.

Privo di vincoli familiari, perché celibe per scelta, era riuscito ad andare in pensione appena raggiunto il mezzo secolo di vita, un traguardo che solo un tempo era raggiungibile. E così, ancora abbastanza giovane, si era dedicato alla sua grande passione: visitare ogni angolo della terra.

Nato a Poviglio l’8 gennaio del 1932, aveva svolto il servizio militare nella Marina e nel 1960 era stato assunto dalla polizia municipale di Reggio Emilia, dove ha svolto il proprio servizio sulle strade – per un paio d’anni in motocicletta – inflessibile ma non vessatore. Nell’estate del 1962 aveva deciso di trascorrere le ferie ad Helsinki per partecipare al Festival della Gioventù e da allora aveva varcato infinite frontiere. Con la sua utilitaria ha intrecciato lunghi itinerari fra l’Europa e i deserti dell’Africa, compiendo anche lunghi viaggi in aereo.

Era stato iscritto alla federazione giovanile comunista e, dal 1945, al Pci. Non ha mai accettato la destalinizzazione ed era stato sospeso dal partito nel 1964 fondando subito dopo, con Paolo Orlandini, il Circolo reggiano dell’associazione Italia-Cina. «Dei cinesi – diceva – amo la gentilezza ma li preferivo quando vestivano tutti uguali». Nel 1981 il suo primo viaggio nell’impero di Mao, in Mongolia uno degli ultimi. Prima di quello che lo ha portato nel cimitero di Coviolo dove riposa in una cella frigo in attesa delle esequie. (l.v.)

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