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Tares, il Comune valuta il ricorso

di Serena Arbizzi
Tares, il Comune valuta il ricorso

Bagnolo: dopo la sconfitta al Tar contro Unindustria, l’amministrazione sta preparando la strategia difensiva

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BAGNOLO. È arrivata come un fulmine a ciel sereno la sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la delibera del Comune con cui sono state approvate le tariffe della tassa sui rifiuti per l’anno 2013. In municipio, la giunta sta studiando come correre ai ripari: se, cioè, valutare le conseguenze dell’annullamento della delibera, oppure se fare ricorso contro la decisione del Tribunale amministrativo.

Nei giorni scorsi, infatti, il Tar ha emesso una sentenza nell’ambito della controversia legale che vede contrapposte Unindustria, in rappresentanza di tre ditte associate tutte di Bagnolo, e il Comune, appunto.

Secondo la decisione del Tar, i Comuni non possono in modo arbitrario applicare coefficienti di produzione rifiuti che eccedano limiti di legge, determinando in questo modo un aggravio di imposte per le attività industriali.

«I tecnici del Comune sono al lavoro per valutare le motivazioni della sentenza – spiega l’assessore Mara Bertoldi –. Nel calcolo della Tares sono infatti previste 22 categorie di attività produttive. Non sono a Bagnolo, ma a livello provinciale, a seconda della tipologia di attività produttive presenti sul territorio era stata presa la decisione di accorpare due categorie in un'unità sola perché allora, alla fine anni Novanta, la realtà permetteva questo. L accorpamento di due categorie ha comportato per alcune imprese il superamento del coefficiente massimo previsto dalla categoria originale. Questo accorgimento non era solo caratteristico di Bagnolo: hanno adottato questo provvedimento in Comuni molto simili al nostro, come Correggio e rubiera».

La sentenza del Tar stabilisce quindi che l’accorpamento delle categorie non sia motivato. «Valuteremo se è il caso di fare ricorso oppure no – prosegue l’assessore Bertoldi –. Questo accorpamento è nato da un’esame delle attività presenti sul territorio: ha tuttora una sua logicità. Non è facile calcolare quanto le aziende abbiano pagato in più: se questa sentenza portasse a ritenere non corretto il modo di suddividere i coefficienti. Adesso è difficile saperlo. Dovranno essere riviste le suddivisioni dei costi perché la norma di applicazione della Tares dice che tutte le spese per i rifiuti e igiene pubblica devono essere coperte dalle tasse. E una volta che si fa il piano finanziario le tasse vengono suddivise in base alle utenze domestiche e non domestiche. Le non domestiche subiscono un'ulteriore suddivisione».

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