Il sangue perso incastra il ladro decisive le analisi del Ris sul Dna
Scandiano: due anni fa il colpo negli spogliatoi del Palaregnani durante una partita di hockey Denunciati tre giovani: due per il furto più l’amico che fornì un alibi al ragazzo ferito alla mano
SCANDIANO. Ci ha pensato il sangue a risolvere uno strano caso di furto. I carabinieri della tenenza di Scandiano hanno denunciato due ragazzi, un 20enne e un 16enne, con l'accusa di furto, e un loro amico di Casalgrande per favoreggiamento, al termine di una lunga indagine scientifica compiuta dagli esperti del Ris di Parma. Il lavoro in laboratorio ha permesso di risolvere un caso aperto da oltre due anni: il furto compiuto il 15 marzo 2014 al Palaregnani di Scandiano durante la partita di hockey a rotelle fra i padroni di casa e il Bassano.
Quella sera un gruppetto di ladri entrò negli spogliatoi dopo aver rotto una finestra, e portò via tutti gli oggetti lasciati dai giocatori: portafogli, denaro, cellulari, abiti. Nello spaccare la finestra, uno degli autori si tagliò, come confermato dalle evidenti tracce di sangue lasciate. I carabinieri già all'epoca imboccarono la strada giusta fermando, poche ore dopo, un 18enne di Casalgrande e un 14enne suo amico. Ai giovani arrivarono grazie ad alcune testimonianze, e l'ipotesi venne confermata dopo il fermo: il 18enne aveva la mano fasciata per una ferita da taglio che poteva benissimo essere compatibile con la rottura del vetro della finestra. Peccato, per i militari, che il ragazzo avesse anche una giustificazione credibile per la sua ferita: i tagli sarebbero stati la conseguenza di una lite con un coetaneo di Casalgrande, lite avvenuta proprio durante le ore del furto. Il secondo giovane, interpellato dai militari, aveva confermato la versione, spiegando di aver litigato con l'amico e di averlo ferito alla mano con il coccio di una bottiglia. Sul momento le parole del ragazzo furono sufficienti per scacciare i sospetti, anche perché il racconto riguardava una colluttazione violenta, e difficilmente qualcuno si assume responsabilità al riguardo senza essere costretto. E invece il giochetto era proprio quello: il finto litigante era in realtà amico dell'autore del furto e, parlando di una lite, fornì al ladro l'alibi perfetto.
I carabinieri scandianesi non si sono però arresi; hanno rilasciato il ragazzino ma non hanno mai sospeso le indagini. I campioni di sangue lasciati sul posto sono stati raccolti e mandati al laboratorio scientifico del Ris di Parma, e adesso sono arrivati gli esiti del confronto fra il sangue sui cocci e il Dna del sospettato. Il risultato è positivo, la traccia ematica lasciata dal ladro corrisponde a quella del giovane casalgrandese. Forti di questa prova difficile da scardinare, i carabinieri sono tornati alla carica per formalizzare le accuse alle persone già individuate nel marzo 2014. Il 20enne e l'amico 16enne sono stati denunciati per furto aggravato, mentre l'altro 20enne, che 2 anni fa aveva fornito il finto alibi, si è ritrovato con una denuncia per favoreggiamento personale. (adr.ar.)
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