Strage, in 16 chiedono i danni a Mango
Chiesta la costituzione di parte civile dagli eredi delle tre vittime e da alcuni feriti. Il Comune invece rinuncia a sorpresa
GUASTALLA. Non sono mancate le sorprese nella prima udienza di ieri – in tribunale a Reggio – sulla strage al mercato del 9 marzo 2013 in cui morirono bruciate vive nel furgone-rosticceria la 27enne Rossana Mango, la madre 49enne Teresa Montagna e la zia 43enne Bianca Maria Montagna.
Non è presente il 58enne Francesco Mango unico sopravvissuto della famiglia che gestiva il furgone-rosticceria divorato dalle fiamme quel maledetto giorno: è accusato dal pm Stefania Pigozzi di omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni gravi (nei confronti di nove feriti che l'hanno denunciato).
Come unico imputato è comunque rappresentato dagli avvocati difensori Nicola Tria ed Amerigo Gherardi. La difesa, al momento, non prende posizione, non specifica in aula se intende o meno avvalersi di un rito alternativo, ma nei prossimi giorni dovrà valutare le “mosse” fatte ieri da altri, cioè le parti lese (eredi delle tre vittime e i feriti). Inaspettatamente il Comune di Guastalla non ha ritenuto di costituirsi parte civile, nonostante che – in precedenza – l’amministrazione attraverso l’avvocatessa Barbara Brunetti abbia seguito le udienze (tecnicamente sotto la forma dell’incidente probatorio) che erano coincise con l’illustrazione della perizia su come maturò la tragedia. Anche altri tre feriti hanno rinunciato a chiedere la costituzione di parte civile, mentre l’hanno fatto gli eredi e gli altri coinvolti in quell’incendio-shock. Dei feriti, in aula, ci sono solo Tiziano Boccaletti e Daniela Belli (assistiti rispettivamente dai legali Sandro Gallusi e Matteo Marchesini).
In questo contesto l’avvocatessa Ilaria Bartoli – che tutela due feriti nordafricani – è andata oltre alla richiesta di costituzione di parte civile, in quanto ha posto al vaglio del gup Angela Baraldi l’ingresso nel processo – ai fini risarcitori – dell’Assicurazione Generali in qualità di responsabile civile. Una richiesta che fa leva sull’esistenza di una polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi intestata a Francesco Mango e legata ai rischi professionali. Nella prossima udienza di metà dicembre arriveranno le repliche della difesa su tutte queste richieste degli avvocati di parte civile, poi si esprimerà il giudice Baraldi.
Il pm Pigozzi contesta a Mango di aver utilizzato per la cottura quattro bombole di gpl mentre l'allestimento originario ne prevedeva tre di bombole, per poi entrare in una serie di errori riguardanti la manutenzione e la sostituzione delle parti usurate, con il risultato di modificare l'impianto progettato ed installato dalla ditta Bbm Bolpagni di Brescia. E per il magistrato inquirente l'incendio sarebbe stato causato da un improprio collegamento dell'impianto del furgone-rosticceria con una bombola a gpl che avrebbe causato la rottura di un condotto e conseguente fuga di gas, divenuta una nube che, incendiandosi, rese il mezzo una trappola mortale per le tre donne.
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