Gazzetta di Reggio

Reggio

«Nessuno dice di non volere stranieri»

di Andrea Melosi
«Nessuno dice di non volere stranieri»

Casina, il vicesindaco: «Cittadini informati. Cinque nigeriani arrivati e altri 4 attesi. Svolgeranno lavori socialmente utili»

2 MINUTI DI LETTURA





CASINA. Sono fuggiti dalla guerra e poi, sulle coste libiche, hanno pagato a suon di dollari una pericolosa traversata in mare su un barcone, sperando in una vita diversa. Una vita lontano dagli orrori commessi dalle milizie di Boko Haram che fino ad oggi hanno causato 15mila morti e visto centinaia di donne e bambine rapite, stuprate e schiavizzate. Sono i giovani nigeriani che per alcuni mesi vivranno al Bocco, sulla base del piano di accoglimento gestito dal Viminale attraverso regioni e prefetture cui aderisce anche il Comune di Casina (su oltre 8mila Comuni italiani, solo un terzo scarso lo fa).

«Al momento non possiamo dire se sono previsti, e in quali tempi, altri arrivi di profughi nel Reggiano, perché gli smistamenti sul territorio italiano sono legati all'emergenza sbarchi che, come è facile comprendere, non è prevedibile», spiega Alessandra De Notaristefani Di Vastogirardi, vicario del prefetto di Reggio Emilia.

L'arrivo dei nigeriani è stato gestito dalla coop Dimora d'Abramo, che fa parte del Consorzio Oscar Romero.

Dei profughi africani al Bocco si sta occupando in prima persona il vicesindaco Maurizio Cineroli che, come assessore, fra le varie deleghe conta quella alla sicurezza: «Cinque nigeriani sono già arrivati e ne attendiamo altri quattro. Tutti saranno alloggiati in tre appartamenti che un privato cittadino ha messo a disposizione».

Nei giorni scorsi nella frazione si è svolta un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato anche il sindaco Stefano Costi e il comandante dei carabinieri di Casina. Assemblea convocata soprattutto per fornire ai cittadini chiarimenti e spiegazioni su come verrà gestito il soggiorno al Bocco di questi giovani profughi. «Qui nessuno dice “non vogliamo stranieri” – sottolinea Cineroli – ma mi sembra giusto chiedere e avere informazioni e chiarimenti sull’operazione. Ecco, quello che spesso sembra mancare sulla gestione in generale dei migranti, sono le corrette e tempestive informazioni a cui i cittadini hanno diritto». Ciò detto, il vicesindaco tiene comunque ad aggiungere «che le destinazioni temporanee dei profughi a volte vengono decise in tempi stretti perché magari ci sono stati sbarchi di migliaia di persone nel giro di pochi giorni».

Al Bocco i nigeriani alloggeranno per circa dodici mesi, e per facilitare la loro integrazione in Comune si sta pensando ad un progetto per un loro impiego in lavori socialmente utili. Vedere questi ragazzi pulire strade e giardini sarebbe senza dubbio un bel segnale per tutti: per gli abitanti e per gli stessi giovani africani desiderosi di dimostrare la loro volontà d’integrazione. «Ne abbiamo già parlato col servizio sociale – conclude Cineroli – e la strada sembra percorribile, anche se probabilmente a gestirla sarà la coop sociale L’Ovile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google