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Via Tonale, rinviato lo sfratto di una famiglia

Via Tonale, rinviato lo sfratto di una famiglia

ADL Cobas Emilia Romagna E Laboratorio AQ16: "Soddisfatti, ma continueremo la nostra battaglia"

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REGGIO EMILIA. "Ci riteniamo soddisfatti della riuscita dell’iniziativa che ha prodotto un rinvio al 12 dicembre". Così da ADL Cobas Emilia Romagna E Laboratorio AQ16 commentano il rinvio dello sfratto esecutivo arrivato a seguito della vendita all'asta del Tribunale di Reggio di una palazzina di quattro appartamenti in via Tonale, dove vivono quattro famiglie in cui ci sono due donne incinte e una decina di figli piccoli.

"Chiaramente non è soluzione definitiva del problema, tant’è che il 9 novembre e il 18 dello stesso mese sono previsti altri tre sfratti, nella medesima palazzina,  con l’uso della forza pubblica per altrettante famiglie con minori, ai quali presenzieremo come oggi per impedirne l’esecuzione", aggiungono dalle due sigle.

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Secondo quanto riferiscono da Aq 16 e Cobas,"l’ufficiale giudiziario si è presentato per effettuare lo sfratto di una delle quattro famiglie che il 20 di ottobre hanno pubblicamente denunciato la propria condizione abitativa, richiedendo l’apertura di un tavolo con l’assessorato per sbloccare la situazione. Affittuari di uno stabile pignorato dall’autorità giudiziaria e messo all’asta, da mesi cercano soluzioni alternative scontrandosi con il monopolio delle agenzie immobiliari che negli ultimi anni hanno innalzato i requisiti minimi d’accesso agli affitti privati. Ad oggi non si è ricevuta alcuna risposta ufficiale da parte dell’amministrazione rispetto alle richieste inoltrate, per questo, l’O.S. Adl Cobas Emilia Romagna insieme al centro sociale Aq16 e le famiglie coinvolte hanno bloccato l’esecuzione dello sfratto all’arrivo dell’ufficiale giudiziario, evitando che una famiglia con minori si ritrovasse per strada".

Da Aq16 e Adl Cobas concludono: "Riteniamo che questo caso sollevi una profonda discrepanza tra il mercato della casa e i bisogni del cittadino, laddove da una parte vi sono banche e palazzinari con centinaia di appartamenti  di proprietà vuoti e sfitti che determinano il monopolio dei prezzi , escludendo intere fasce di popolazione dalla possibilità di accesso alla casa, provocando una spesa sociale a carico di piccoli proprietari, affittuari e della collettività. Questi costi sono evidenti: 18.000 appartamenti vuoti, centinaia di senza tetto che dormono per strada, migliaia di famiglie sfrattate ogni anno e piccoli proprietari che devono far fronte alle morosità incolpevoli degli affittuari.  Di fronte a questi dati è fondamentale un intervento sulle politiche abitative che riconsegni parte dei costi sociali a chi li produce in nome della rendita speculativa.   
 

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