Biogas, è in arrivo un maxi-impianto
L’azienda costruisce un digestore che tratterà lettiere di polli e tacchini e stocchi di mais. Tellini: «Aberrazione ambientale»
CADELBOSCO SOPRA. Nuovi problemi nell'area dell'allevamento suinicolo “Le Fontanelle” di Cadelbosco Sopra, dove è di nuovo prevista la realizzazione di un impianto a biogas, tema che non lascia insensibile l'opinione pubblica, che su questo aspetto già negli anni scorsi aveva ampiamente dibattuto.
Al centro della vicenda, ancora una volta, l'allevamento oggetto di innumerevoli polemiche e denunce per presunte irregolarità nel trattamento dei reflui zootecnici e sul non pieno rispetto delle norme a tutela dei cittadini, dell’ambiente e della salute pubblica in generale.
«Nessuna preclusione al biogas come miglioramento nella gestione dei reflui di aziende zootecniche a chilometri zero, come già precedentemente autorizzato dal Comune e mai realizzati dall'azienda Le Fontanelle – spiega il sindaco Tania Tellini – e quindi come utile strumento alla sostenibilità ambientale. Purtroppo – prosegue il primo cittadino – questo nuovo progetto si configura invece come un’aberrazione ambientale. L'impianto infatti si prevede tratterà tonnellate di lettiera di polli da carne o tacchini e tonnellate di stocchi di mais. A fianco di un allevamento suinicolo intensivo si propone ora di costruire un “digestore” per risolvere i problemi enormi di altri allevamenti intensivi, in questo caso avicoli, con materiale portato a Cadelbosco non si sa da dove e da quale distanza. Ad un territorio già pesantemente violato viene fatta un'ulteriore violenza e l'atteggiamento intimidatorio già dimostrato dall'azienda che ha chiesto l'autorizzazione alla realizzazione dell'impianto ne è la riprova. Un'azienda creata quest'anno, con sede a Trieste e che adduce contratti con società di intermediazione del materiale che alimenterebbe il biogas del ferrarese».
«Riassumendo – prosegue il sindaco – una ditta di Trieste viene a realizzare un impianto a Cadelbosco per smaltire reflui di polli intermediati da Ferrara e provenienti da non si sa dove». L'attuale normativa che, per un giusto principio di fondo, agevola la produzione di energie da fonti rinnovabili, ed i pareri positivi di Arpa e Ausl, non dà comunque al Comune di Cadelbosco alcuna possibilità giuridica di negare l'autorizzazione a tale impianto.
«Sono molto preoccupata – conclude il sindaco – perché l'impatto sulla popolazione fisico ed emotivo di questo impianto, visto quanto già successo negli anni precedenti, sarà molto forte. Sono state date prescrizioni da parte delle autorità competenti e del Comune, ma approfondimenti sulle emissioni odorigene e di azoto ammoniacale saranno comunque imprescindibili e i cittadini sanno di avermi al loro fianco».
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