È morto a 93 anni il partigiano Toni capo dei “sabotatori”
Fernando Cavazzini fu comandante della squadra Demonio Nel 2014 protagonista del film di Guidetti e Durchfeld
REGGIO EMILIA. Un sabotatore dal volto gentile e dai modi cortesi. Giovedì sera è morto al Santa Maria Nuova il 93enne partigiano Fernando Cavazzini, nome di battaglia Toni, uno dei più conosciuti fra i giovani comandanti reggiani durante la Resistenza, a capo della leggendaria squadra di sabotatori “Demonio”. Nato a Villa Cella, lavorava come operaio alle Reggiane nei giorni della caduta del fascismo, e fu proprio l'eccidio commesso alle Reggiane il 28 luglio 1943 a spingerlo verso la Resistenza. Prima aiutando i soldati senza guida dei mesi dopo l'armistizio, poi come combattente. Nel dopoguerra è stato un protagonista della cooperazione e della politica reggiana, e negli ultimi 20 anni era diventato un testimone prezioso, protagonista di centinaia di incontri con italiani e stranieri all'interno delle iniziative dell'istituto storico Istoreco, come i Sentieri Partigiani e il Viaggio della Memoria. Nel 2014 è al centro di “Sabotatori”, film di Nico Guidetti e Matthias Durchfeld dedicato ai sabotatori di ieri di oggi, persone impegnate nella resistenza culturale, sociale e civile. Oltre a lui, nel film compare il figlio Stefano, musicista da anni residente in Francia.
Il suo funerale verrà officiato oggi in forma civile. Il corteo funebre partirà alle 13.45 dalla camera ardente dell'ospedale e raggiungerà il parcheggio del cimitero di Villa Cella. Il corteo sarà accompagnato dalla banda musicale di Correggio. Lascia la moglie Tilde, i figli Maurizia e Stefano con Valerie, i nipoti Lorenzo, Erika, Clara e Sebastien. I parenti alle persone interessati chiedono non fiori ma piuttosto donazioni all'Anpi di Reggio Emilia (Iban IT75F020081283400010028840. Salito in montagna nei primi mesi dopo l'armistizio, Cavazzini entra a far parte della 26esima Brigata Garibaldi “Enzo Bagnoli”. Partecipa alla battaglia di Cerré Sologno, uno dei primi scontri in cui i resistenti hanno la meglio su fascisti e tedeschi. Diventa poi il comandante della squadra volante di sabotatori “Demonio”, una formazione oggi ammantata di leggenda, che in un anno e mezzo distrugge decine di ponti e obiettivi militari in tutta la provincia collaborando con la popolazione in attività ad altissimo rischio. Terminata la guerra, è diventato un protagonista della cooperazione rossa e della sinistra reggiane. Ricordava sorridendo di quando, giovane dirigente in carriera, passava le estati a fare il manovale per aiutare i “compagni” dei paesi est-europei. Negli ultimi 20 anni si è speso principalmente come testimone sempre con il suo sorriso gentile e i suoi modi garbati, quelli che non perdeva mai anche quando si discuteva dell'adorata politica. Le sue condizioni fisiche sono peggiorate negli ultimi anni costringendolo a ridurre gli impegni, ma senza mai fermarlo.
Nel 2013 accetta di farsi riprendere il documentario “Sabatori”, poi finito nel 2014. La scena conclusiva è un omaggio a Toni, con il racconto della festa a sorpresa organizzata per lui nel settembre 2013, nel cortile di Istoreco. Davanti a Toni c'era una torta con il “90”, di fianco a parenti, amici e compagni. «Toni era un compagno di ideali, di racconti, di pensieri. Se eri dalla parte di quelli come lui, sapevi di essere dalla parte giusta. I dubbi volavano via. Toni era un nostro amico. Grazie per tutti questi anni da partigiano. Perché, caro Toni, partigiano eri e partigiano sarai, sempre», lo ricorda oggi lo staff di Istoreco.
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