Gli Open Data? Ora si raccontano
Sei le “idee” concorrenti ieri pomeriggio al palazzo dei Musei: l’ha spuntata il Teatro dell’Orsa
REGGIO EMILIA. Che cosa sono i data set del Comune? Questa la domanda alla base dell’iniziativa che si è tenuta ieri pomeriggio al Palazzo dei Musei dove nell’ambito di “In Contemporanea” si sono confrontati i sei progetti finalisti del bando “Create with Open Data” promosso dal Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con l'Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna e Lepida spa, per raccontare ai reggiani tramite un progetto o una performance di ispirazione culturale che cosa sono gli Open Data, a cosa servono e l'importanza del saperli leggere e utilizzare.
Il progetto vincitore è risultato essere quello del Teatro dell’Orsa, scelto da una giuria composta da quattro esperti dell'ambito culturale e da tre persone estratte fra il pubblico presente. Al Teatro dell’Orsa andranno 13mila euro con cui realizzare il progetto proposto e presentato alla città il 4 marzo 2017, in occasione della Giornata mondiale degli Open Data. Come ha fatto il Teatro dell’Orsa a spuntarla sugli altri? Con l'ideazione di micro racconti fatti di personaggi, scenari, storia e riferimenti ai dati. I testi servono come base di partenza per la costruzione delle performance e del video.
Gli Open Data sono dati che fotografano la nostra città, ma non sono sempre di facile lettura. Il bando ne ha voluto quindi promuovere un'interpretazione e rilettura creativa e performativa, per trasformarli in linguaggi più semplici e coinvolgenti, per renderli comprensibili e favorirne l'accesso e l'utilizzo. Quello che è stato chiesto attraverso il bando era una produzione culturale/artistica in una o più discipline.
«Mescolare il mondo della cultura con i numeri della città è una bella sfida, tutta reggiana - ha spiegato l'assessore comunale all'Agenda digitale e alla partecipazione Valeria Montanari presentando la gara -. L'intento è quello di spiegare che dietro alle cifre raccolte nei data set c'è Reggio Emilia, nella sua quotidianità: le persone, il traffico, i libri, le strade, i parchi e tanto altro. Siamo molto contenti delle proposte progettuali presentate, tutte originali e interessanti. Credo sia una bella opportunità per la città allestire una performance culturale che racconti i dati: gli open data sono il petrolio del futuro, possedere informazioni significa avere più possibilità e poter generare soluzioni. Il senso del progetto è farlo capire a più persone possibili».
Queste le altre cinque “idee” ieri in gara. Amigdala, collettivo artistico e associazione di promozione sociale di Modena, ha proposto la realizzazione di un'installazione di quattro stanze, ognuna delle quali è dedicata a un set di dati. Arci di Reggio Emilia proponeva di realizzare una “mappa sentimentale” della città, costruendo un nuovo paesaggio umano, che nasce da alcuni data set, usati come indizi di una caccia al tesoro. Il reggiano Icarus Ensemble ha avanzato la progettazione di uno spazio performativo fruibile al pubblico nella giornata dedicata agli Open Data. Materia Oscura, di Reggio, propone la realizzazione di 7 monologhi che creino una simpatica, semplice ma intrigante relazione metaforica fra i dati emersi e l'Universo. Sinonimia, compagnia teatrale di Reggio Emilia, propone un progetto suddiviso in più azioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
