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Il Tar ancora contro Roberto Cesi

Il Tar ancora contro Roberto Cesi

Correggio: nonostante l’assoluzione, per i giudici il trasferimento fu legittimo

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CORREGGIO. Fu trasferito nel dicembre del 2011 da Correggio alla tenenza di Vignola (Modena). Poi, scoppiò l’indagine culminata nel lungo processo il cui epilogo, a marzo, ha fatto registrato la pressoché totale assoluzione da tutti i capi di imputazione che gli venivano contestati - ben 27 - tranne uno, che gli è costata una condanna a un mese, pena sospesa, per violenza privata.

Una vittoria schiacciante - su cui pesa un più che probabile ricorso in appello della procura - che però il luogotenente Roberto Cesi, e forse non solo lui a Correggio, si aspettavano che potesse tradursi anche in un giudizio positivo anche sul fronte amministrativo. Al Tar di Parma infatti si è rivolto con un ricorso contro il provvedimento del comando provinciale e regionale dell’Arma e il Ministero della Difesa.

Ricorso integrato a più riprese da memorie, compresa l’ultima depositata nel settembre di quest’anno e che faceva riferimento proprio all’assoluzione. Ma per i giudici amministrativi - Sergio Conti presidente, Anna Maria Verlegnia consigliere estensore e Marco Poppi consigliere - non basta. Ritenendo che la difesa non tiene conto del «complesso e ricco» quadro di comportamenti e vicende che hanno determinato la decisione, del trasferimento. «Quadro non smentito nel suo insieme dalla irrilevanza penale di alcune condotte riportate nella proposta di trasferimento». Per tanto, con sentenza datata 12 ottobre scorso, il Tar in parte rigetta il ricorso e in parte lo dichiara improcedibile.

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