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La sinistra Pd all’attacco sui voucher

La sinistra Pd all’attacco sui voucher

«I due dipendenti non hanno vendemmiato né fanno lavoretti». Boni e Braglia: «Nel settore pubblico sono un abominio»

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CAVRIAGO. Sul caso voucher arriva il “fuoco amico” della sinistra del Pd reggiano. La vicenda è quella che riguarda il Comune di Cavriago per il bando che prevede il pagamento in voucher di due lavoratori a tempo determinato nell'ufficio tributi. A prendere posizione contro l'aumento dei pagamenti in tagliandi, già finito nel mirino della Cgil perché considerato conseguenza del jobs act, arriva un documento intitolato «Voucher? Stop agli utilizzi distorti», firmato da una dozzina di rappresentanti del partito, tra cui la consigliera regionale Silvia Prodi e alcuni membri dell'assemblea cittadina della Sala del Tricolore.

«Il Pd è impegnato sui temi del lavoro con una riforma che si è posta come obiettivo di ridurre il più possibile la giungla di contratti, i cui utilizzi impropri hanno favorito, negli anni passati, la precarietà del lavoro», si legge nel testo. «Risulta perciò pienamente legittima la posizione di chi dice no a un utilizzo improprio del voucher, da sempre giudicato uno strumento che mal si applica alla retribuzione del lavoro all'interno dell'ente pubblico», aggiungono i firmatari. «Vale la pena ricordare che la finalità prima dell'introduzione del voucher è stata l'emersione dal lavoro nero di prestazioni saltuarie: dai piccoli lavoretti di pulizia, giardinaggio, manutenzione, ai giorni di vendemmia per studenti e pensionati, alle lezioni private, agli ingaggi di lavoratori in via emergenziale e non programmabile», e che lo strumento si rivolge «a lavoratori a chiamata, senza contratto, a cui si riconosce un gettone orario»

Dunque, «rispetto alla riforma in corso quale coerenza politica si rileva nella scelta effettuata da un'amministrazione pubblica a guida Pd di utilizzare i voucher per ingaggi che non hanno alcun carattere di saltuarietà? Come si arriva a giustificarne l'utilizzo all'interno di una struttura organizzativa complessa come quella del Comune, per mansioni programmabili e delicate come quelle dell'area tributi, caratterizzate da chiari e necessari rapporti di lavoro subordinato? Serve che il Pd reggiano apra una discussione al fine di dare indirizzi chiari alle pubbliche amministrazioni: per evitare storture che violano spirito e sostanza della normativa, e con essi i diritti minimi che ognuno come lavoratore chiede di vedere riconosciuti». Il documento è firmato da Roberta Ibattici, Gianluca Cantergiani, Roberta Pavarini, Silvia Prodi, Raffaella Salsi, Pier Saccardi, Andrea Venturi, Cristian Vergalli, Elisa Bellesia, Sara Poli, Laura Zilocchi e Federica Franceschini.

A rincarare la dose, i consiglieri comunali di “Cavriago Città Aperta", Liusca Boni e Davide Braglia, che si dicono sbigottiti e puntano il dito contro il partito di maggioranza. «Se i voucher sono una vergogna nel settore privatistico, il loro utilizzo da parte di un ente pubblico è un abominio. Non certo legale, visto che il fatto di rispettare la legge è l’unica cosa che preoccupa il sindaco Burani. Ma sicuramente un abominio morale e politico. Di fronte a questo, e alla pronta levata di scudi della Cgil-Funzione pubblica e dei lavoratori del Comune di Cavriago, abbiamo presentato nell’ultimo consiglio comunale un ordine del giorno finalizzato a non utilizzare più in futuro i voucher per retribuire profili professionali come quelli interessati da questa vicenda. Il testo è stato bocciato dal Pd, ma in consiglio si sono registrate pesanti scollature nel gruppo di maggioranza: 2 dei 7 consiglieri presenti (la capogruppo non si è nemmeno presentata) hanno votato diversamente dai loro colleghi. Tali divergenze sono state poi confermate dagli avvenimenti successivi: uscita pubblica della segretaria comunale Pd Stefania Salsi e di 2 membri della segreteria, che ha portato alle dimissioni immediate di un altro membro della segreteria, Francesca Bedogni; direttivo del Pd con “defenestramento” dei 2 componenti della segreteria contrari alla scelta della giunta; segreteria del partito sciolta, ma segretaria confermata». I consiglieri chiedono al Pd una presa di posizione: "Molti cittadini si stanno chiedendo: cosa ne pensa il Pd, partito alla guida monocolore del nostro Comune, di questa vicenda? Stiamo parlando di diritti, di giovani e non solo, di lavoro, di precariato, di etica e di morale e di tanto altro. Non minimizzate. Ci sono troppe persone purtroppo oggi che devono fare i conti con tutto questo, tanti nostri concittadini, soprattutto giovani, che si affacciano ora al mondo del lavoro. Ripetiamo la domanda: cosa ne pensa il Pd di Cavriago dell’utilizzo dei voucher? Perché cosa ne pensa il sindaco Burani ormai lo sappiamo tutti. In casa Pd, vediamo solo macerie e l’incapacità di prendere una posizione su un tema così importante». (a.v.)

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