Ladri braccati abbandonano il bottino
Dopo due furti in un bar e in una ferramenta, la banda della spaccata fugge a piedi e lascia in auto merce per 50mila euro
REGGIO EMILIA. Avevano appena compiuto due colpi nella notte tra giovedì e venerdì, due lavoretti “puliti” da professionisti, e si preparavano a compierne altri, se non fossero incappati a Montecchio in una gazzella dei carabinieri: inseguita e braccata, la banda delle spaccate composta da tre persone è riuscita a fuggire, ma è stata costretta ad abbandonare l’automobile, una Passat, piena di refurtiva, del valore di 50mila euro. Refurtiva già restituita ai legittimi proprietari.
PRIMO COLPO. Il primo esercizio preso di mira è stato il bar tabaccheria “Eclipse” di via Carlo Teggi 29, a Codemondo, sullo stradone che collega Cavriago a Reggio. Era mezzanotte quando il titolare Marco Montanari è stato svegliato dall’allarme collegato con il suo telefonino. Arrivato sul posto insieme ai carabinieri, il barista ha trovato la grata esterna della porta d’ingresso tagliata a metà, forse con un flessibile, la porta forzata e l’interno svuotato di centinaia di stecche di sigarette. «Hanno preso anche della lattine di Coca Cola, soldi non ce n’erano – spiega Montanari –. Avevo appena riempito il negozio di tabacchi, avevo fatto scorta il giorno precedente: tremila euro solo di refurtiva, più i danni che hanno fatto per entrare». Per l’esercente, che gestisce il bar dal 2010, questo è il sesto furto. «Ci sto facendo l'abitudine. Il penultimo, ad agosto, è stato un furto fotocopia visto che entrarono dalla porta e presero anche in quel caso tabacchi - prosegue Montanari -. Stavolta è andata bene, almeno ho recuperato tutto. Vorrà dire che rinforzerò l’inferriata e installerò dei sistemi di sicurezza più sofisticati». Giusto a quell’ora, un vicino che abita a fianco al bar ha visto scappare tre individui su un’auto e ha chiamato il 112.
SECONDO COLPO. Poco dopo la banda si è diretta in via Casini 3, a Cella, alla Fercasa Bocedi, una ditta di ferramenta, utensileria, idraulica, edilizia e casalinghi. I malviventi sono entrati nello spazio in cui si riceve la clientela passando da una finestrella piccola (un metro per 60 centimetri) posta a tre metri d’altezza: hanno spostato un cassonetto dei rifiuti, sono montati in piedi su quest’ultimo, hanno tagliato il vetro e sono penetrati all’interno. Lì hanno arraffato un computer portatile Apple, il fondo cassa («parte dell’incasso della giornata, sui 300 euro, quelli non sono stati recuperati») e parecchia utensileria in vendita: un soffione a benzina, tagliasiepi, flessibili, avvitatori, trance, trapani della Bosch. La banda ha lasciato le scatole vuote, facendo ripassare le decine di attrezzi per il finestrino. I titolari, pur abitando sopra lo stabile, non si sono accorti di nulla. «Quando alle 4 di notte i carabinieri hanno suonato il campanello per restituirci il maltolto eravamo increduli, perché la porta era ancora sigillata. Nemmeno i vicini si sono resi conto di nulla - spiega Rosanna Grasselli, contitolare insieme al figlio Daniele Bocedi -. Per il computer hanno usato una custodia di mio figlio da mesi per terra e per parte della refurtiva un sacchetto nero del pattume che era in negozio. Sono ancora scossa. In negozio è il primo furto, mentre anni fa ci hanno rubato in casa mentre eravamo sotto a lavorare».
INTERCETTATI. A quel punto, la banda si è diretta verso Montecchio, probabilmente per compiere analoghi raid. Ma intorno all’una di notte i tre si sono imbattuti in una pattuglia dei carabinieri, impegnata nel controllo del territorio a Villa Aiola, frazione montecchiese. Alla vista della gazzella, la Volkswagen Passat ha effettuato una svolta secca, dando vita a un inseguimento.
LA FUGA. Dopo lunghi, concitati minuti, i malviventi, tallonati dai carabinieri, hanno deciso di lasciare l’auto in mezzo alla strada, optando per la fuga a piedi attraverso i campi. E mentre nella zona, anche a cavallo con la provincia parmense, i carabinieri reggiani scatenavano una serrata caccia all’uomo con numerose pattuglie confluite da Reggio Emilia e da altri comuni, i carabinieri di Montecchio hanno accertato che l’auto, rubata a Sissa Tre Casali (Parma) sabato scorso, era carica di refurtiva, riconducibile ai due colpi compiuti nel bar e nella ferramenta. Un recupero fruttuoso, quello della vettura, sia sotto l'aspetto del valore economico sia sotto il profilo investigativo. L’interno della Passat è stato scandagliato dagli uomini del Ris, il Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, che hanno proceduto ai rilievi, in cerca di impronte digitali o altri riscontri scientifici che possano far risalire ai responsabili.
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