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«Non esistono lati oscuri, la trattativa fallì»

«Non esistono lati oscuri, la trattativa fallì»

La versione di Loris Tonino Paroli: «Non c’erano infiltrati, ma gli israeliani cercarono di avvicinarci»

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REGGIO EMILIA. L’ex brigatista Loris Tonino Paroli non condivide le supposizioni di Franceschini. «A me – spiega – non risulta che ci fossero infiltrati nelle Br, a parte Girotto. Sul caso Moro si è già scoperto tutto. Non si devono immaginare chissà quali complotti. Non esistono lati oscuri. Moro non sarebbe stato ucciso se fossero stati liberati tre detenuti malati, accogliendo la richiesta delle Br. Ma il partito della fermezza, che comprendeva sia la Dc sia il Pci, rifiutò la trattativa. Eppure sono stati scritti tanti libri con ipotesi fantasiose e si continua a fare della dietrologia».

Paroli ammette solo gli approcci falliti da parte dei servizi segreti israeliani: «Il loro interesse si spiega con il fatto che noi attaccavamo la Dc, che era filopalestinese». Anche la scelta della lotta armata sarebbe stata fatta senza suggeritori occulti: «Dopo la strage di piazza Fontana – ricorda Paroli – tutti i gruppi extraparlamentari si misero su questa strada. Potere Operaio e Lotta Continua crearono propri reparti armati. Noi preferimmo sciogliere la nostra organizzazione e creare un vero e proprio partito armato». Paroli ha partecipato alla genesi dell’organizzazione dal “gruppo dell’appartamento” alla formazione del Collettivo politico metropolitano a Sinistra proletaria, fino alla fondazione delle Br, nell’agosto ’70 al convegno nel ristorante “Da Gianni” a Costaferrata di Casina. Senza aver commesso fatti di sangue è stato arrestato nel ’75 ed è rimasto in carcere per 16 anni, fino al ’91. Non rinnega la sua esperienza, ma critica le scelte fatte in seguito dall’organizzazione. «Praticavamo la propaganda armata in collegamento con le lotte dei lavoratori. Nel ‘77 è stato sciolto il fronte di massa, che ci rapportava al conflitto sociale. Sulla base della teoria che fosse in atto una guerra civile le Br hanno optato per il militarismo, causando il loro isolamento dal movimento operaio, culminato con l’uccisione di Guido Rossa». (l.s.)

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