Gazzetta di Reggio

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Provincia in bolletta, le scuole scoppiano

In quattro anni l’ente ha visto ridurre trasferimenti per 69,5 milioni. Ma gli iscritti alle superiori continuano ad aumentare

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REGGIO EMILIA. In quattro anni, dal 2013 al 2016, i mancati trasferimenti da parte dello Stato sono stati complessivamente pari a 69,5 milioni di euro, influendo in maniera significativa soprattutto su scuola e strade, le voci più rilevanti messe a bilancio dalla Provincia, che è riuscita comunque a chiudere il 2015 in sostanziale pareggio. La popolazione studentesca invece nello stesso lasso di tempo è cresciuta sempre di più, passando dai 20.423 iscritti del 2012-2013 ai 21.253 dell’anno scorso (+4,5%), con un ulteriore aumento stimato anche per l’anno scolastico in corso. È lo scenario sul quale è cresciuta la protesta degli oltre mille studenti del Moro, che nei giorni scorsi hanno interrotto per due ore le lezioni e convocato un’assemblea spontanea per denunciare un sovraffollamento considerato insostenibile.

Per far fronte al vertiginoso aumento di iscritti, passati dai 1.334 del 2012-13 agli attuali 1.699, alcune aule speciali sono state trasformate in aule ordinarie. Di qui la rivolta dei ragazzi, che chiedono alla dirigenza e alla Provincia una maggiore pianificazione e il numero chiuso, in modo che la quantità degli iscritti non vada a discapito della qualità dell’insegnamento. Proprio il liceo di via XX Settembre è da anni l’istituto superiore reggiano con il maggior numero di studenti. Lo era anche nel 2015-2016, con 1.644 iscritti, seguito dai 1.513 dell’Iti Nobili e dai 1.428 del Matilde di Canossa. A livello complessivo, dopo il calo negli anni Novanta, a partire dal 2005 le scuole secondarie di II grado della nostra provincia hanno registrato un aumento di 4.623 studenti. E, rispetto all’anno scolastico 2014-15, nel 2015-2016 la popolazione studentesca delle superiori ha avuto un incremento di sedici classi. In calo, tuttavia, gli studenti al primo anno, scesi di 157 iscrizioni. Così come, in prospettiva, potrebbero essere in diminuzione anche le future iscrizioni, considerando che tra il 2012 e il 2015 si è registrato un calo di iscritti alle materne del -4,2%, cui corrisponde un aumento degli alunni di elementari e medie pari solo rispettivamente all’1% e all’1,9%. Quanto ai tagli subiti dalla Provincia, che tra le sue competenze mantiene l’edilizia scolastica, sono progressivamente aumentati. Fra il 2007 e il 2012, la media dei tagli subiti per effetto della Spending Review si aggirava sui due milioni. Dal 2013 i mancati trasferimenti complessivi verso Palazzo Allente sono diventati 7,6 milioni, saliti poi a 11,4 milioni nel 2014, 21,8 nel 2015 e 28,7 nel 2016. Una “cura dimagrante” che, per l’edilizia scolastica, è stata compensata dal Piano triennale mutui Bei (Banca Europea per gli Investimenti) attraverso i quali nelle superiori reggiane sono stati finanziati sei interventi per un totale di 2,2 milioni, fra i quali l’ampliamento del Gobetti di Scandiano (1,6 milioni). (e.spa.)

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