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Il procuratore Gratteri agli studenti: «Dico no alla legalizzazione delle droghe»

Il procuratore Gratteri agli studenti: «Dico no alla legalizzazione delle droghe»

Reggio Emilia, intervenuto davanti ai 250 ragazzi reggiani critico: «Non capisco l’intento della proposta di legge»

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REGGIO EMILIA. La legalizzazione delle droghe leggere ci consegnerà «una generazione di giovani bolliti fin dalle scuole medie». Lo dice chiaro e tondo il pm di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ieri mattina a Reggio Emilia, davanti a 250 studenti delle scuole superiori, ha ribadito il suo secco no al progetto di legge in discussione in parlamento. Una posizione presa «senza timore di passare per retrogrado o fuori moda - sottolinea lo stesso Gratteri- dinnanzi a questa sorta di fanatismo che giudica come intellettuale illuminato e all'avanguardia chi è favore della liberalizzazione».

Gratteri era invitato all’iniziativa di “Noi contro le mafie” per parlare di corruzione, «ma andrò fuori tema a un certo punto - ha annunciato prima di salire sul palco - perché oggi ho davanti tanti studenti reggiani e voglio dire loro come la penso». Il pm ha spiegato alla platea di studenti di aver preso un impegno «con i tanti ragazzi, ma anche adulti con famiglie, che ho incontrato nelle comunità terapeutiche, con i quali ho parlato a lungo e che mi hanno pregato di far l'impossibile per non far approvare questa legge, spiegandomi che loro, prima di diventare eroinomani, cocainomani o storditi dall'ecstasy, erano partiti tutti con le canne». Pezzo per pezzo, Gratteri smonta tutte le argomentazioni portate a favore della legalizzazione. «Studi dimostrano che la corteccia cerebrale di un soggetto che usa in modo sistematico marijuana si riduce a due millimetri, dai sei di un soggetto sano - spiega il pm - e questo significa che le droghe leggere mettono a rischio la crescita del vostro cervello e della sua capacità cognitiva, consegnandoci una generazione di giovani bolliti fin dalle medie». inoltre, afferma gratteri, «non è assolutamente vero» che legalizzando si allontanerebbero i giovani dagli spacciatori e dalle mafie».

L’altro puno centrale della disamina del procuratore antimafia, è il grado di efficacia dei principi attivi delle droghe coltivate oggi, ben più alti di quelli di anni fa. «Ormai anche le droghe leggere sono delle bombe sul piano dell’effetto stupefacente». «Se passasse la legge protremmo vendere le droghe in farmacia dai 18 anni in su». (e.l.t.)

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