«Il nostro cimitero sicuro solo per la festa dei defunti»
Il fioraio di Coviolo Andrea Menozzi: «Il resto dell’anno troppi furti e scippi Buio e niente vigilanza: servono le telecamere per tutelare i frequentatori»
REGGIO EMILIA. «I cimiteri? Paradossalmente le festività, come quella imminente dei defunti, sono gli unici giorni in cui le visite sono sicure, perché sono presenti le forze dell’ordine. È nel resto dell’anno che siamo assediati da episodi di microcriminalità, con furti e scippi che si susseguono con cadenza quasi settimanale». È la denuncia di Andrea Menozzi, 46 anni, il fioraio del negozio “Tullio e Cristina” all’ingresso del cimitero di Coviolo, il più grande camposanto cittadino.
Proprio il fioraio sottolinea come la vasta area vicino alla sede Iren sia diventata un ricettacolo di insicurezza. «Succede spesso che i visitatori ci chiedano aiuto perché hanno lasciato la borsetta in macchina, anche nel bagagliaio, non trovandola più al ritorno dalla tomba del caro estinto. È successo anche sulle tombe: donne che appoggiano la borsa, si girano per mettere l’acqua ai fiori e il portafoglio sparisce. L’ultimo episodio quindici giorni fa, quando una nostra cliente ha lasciato la borsa sull’auto e ha trovato il vetro spaccato».
Certo, si tratta nella maggioranza dei casi di imprudenze da parte dei visitatori. «La gente non pensa di essere derubata al cimitero e non presta attenzione. Invece il fatto che non ci sia vigilanza rende questo luogo più a rischio di altri. E a rimanere vittime dei furti sono persone di tutte le età, dagli anziani ai quarantenni», continua Menozzi.
Complice la scarsa illuminazione dei viali e il fatto che, dopo una certa ora, soprattutto d’inverno, l’area è deserta, compreso il parcheggio sulla destra prima dell’ingresso.
«Anche noi abbiamo paura – spiega Menozzi – il nostro negozio è stato preso di mira dai ladri per ben due volte negli ultimi due anni e ricordo bene quando si è verificato il maxi furto di rame, all’interno del camposanto. Ma il timore c’è tutti i giorni: l’altra sera, quando abbiamo chiuso alle 19, c’era un’auto parcheggiata davanti al cancello e ho pensato a un malintenzionato».
Secondo il fioraio, basterebbe poco per rendere più fruibile il cimitero. «Ci vorrebbero le telecamere, che non ci sono, nonostante siano state richieste da tempo – conclude – capisco che le forze dell’ordine siano alle prese con la penuria di uomini, tant’è che fanno passaggi di un’oretta solo dopo questi episodi. Ma un buon sistema di videosorveglianza sarebbe un deterrente. Non è un problema solo di Coviolo: anche al Monumentale si verificano gli stessi fatti».
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