In piazza Secchi tre nuove “sedute” per l’integrazione
Le opere realizzate dalle designer Galavotti e Ranedda per combattere il degrado nella zona della stazione
REGGIO EMILIA Piazza Domenica Secchi, intitolata a una vittima dell’eccidio delle Reggiane, che si trova nel cuore di uno dei quartieri reggiani più internazionalizzati a ridosso di via Turri, ha da ieri tre nuove “sedute”, tre cubi affiancati da una colonna rettangolare che parlano dell’accoglienza. Le hanno ideate e realizzate due artiste, Maria Naomi Galavotti e Martina Ranedda, giovani designer neo laureate all’ateneo di Bolzano, che hanno agito a nome e per conto dell’atelier creativo “Paradise Street”(che si trova in via Paradisi 10) operando in stretta collaborazione con il Comune di Reggio.
L’inaugurazione delle piccole ma significative opere, in una cornice di volti stranieri, è avvenuta con Natalia Maramotti, assessore alla sicurezza, cultura, legalità e città storica.
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«Anche in mezzo alla gente in una piazza – ha annotato Maria Naomi Galavotti – ci si può sentire soli. Per noi questi sono un semplice invito a ripensare alle modalità di integrazione. Le “sedute” recano incise frasi che cercano di aiutare a capire come si vive da emarginati».
Ogni blocco, ottenuto con materiale di scarto donato da alcune aziende, annota che “Il rifiuto non è un male necessario” e altri concetti collegati alla integrazione sociale. Ad esempio: “Se comprendere è difficile, conoscere è necessario”. Inviti – hanno sottolineato le autrici – non di personaggi illustri ma ricavati da pensieri in libertà espressi da un gruppo di persone di ogni età.
Prima del taglio del nastro inaugurale, davanti al Caffè Reggio che ha festeggiato i numerosi convenuti al simpatico appuntamento, la rappresentante del Comune ha rimarcato i significati del lavoro svolto dalle due giovani designer in un luogo che racchiude tante testimonianze di disagio.
«È un progetto esportabile in altri contesti – ha detto la Maramotti – che abbellisce un angolo di città a breve distanza da piazzale Marconi recentemente interessato da un altro intervento. È un modo per non dimenticare punti in cui si rischia il degrado e s’avvertono difficoltà di relazioni. Qui i residenti rappresentano il 67% della popolazione, persone che cercano ogni opportunità per inserirsi e l’amministrazione intende curare anche la componente estetica. La prossima settimana incontreremo il vicino Centro sociale e Caffè Reggio, che chiude i battenti nella stagione invernale, per progettare qualche evento pubblico durante le festività di Natale. Le luci accese sono uno strumento che facilita la cucitura delle relazioni».
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