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Pellegrini: «Greganti? Può darsi sia venuto»

Pellegrini: «Greganti? Può darsi sia venuto»

L’ex amministratore unico della municipalizzata: «Ma non sto seguendo le novità sul caso En.Cor»

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CORREGGIO. Tra i nomi che circolano con maggiore frequenza nell'ambito della vicenda En.cor, c'è sicuramente quello di Luciano Pellegrini, contemporaneamente direttore generale del Comune e amministratore dell'ex municipalizzata. Attualmente, Pellegrini lavora in una società nell’orbita di una multinazionale danese che ha sede a Marmirolo e si occupa di vari settori.

Pellegrini, è al corrente dell’ordinanza della Corte dei conti che parla di «irregolarità» nel bilancio del Comune per quanto riguarda En.cor?

«No, non sto seguendo gli ultimi aggiornamenti su En.cor. Se la Corte dei conti ha espresso commenti negativi, comunque, c’è tutto il tempo per rimediare alle irregolarità. In tanti Comuni si sono verificate situazioni analoghe che poi si sono risolte positivamente».

Crede, quindi, che il debito, finora di 15 milioni, che il Comune ha a causa delle lettere di patronage firmate dal Comune non abbiano conseguenze a lungo termine?

«Vedremo quanto verrà deciso. Sono rimasto stupito l’estate scorsa quando ho letto delle sentenze del Tribunale. Speriamo nell’appello»

Lei incontrò mai Primo Greganti?

«All’interno di En.cor è passata tanta gente: secondo me sì, può darsi sia venuto anche Greganti. Può darsi sia venuto con un gruppo di piemontesi che erano interessati a esportare il modello dell’ex municipalizzata. Sinceramente, però, non ho mai approfondito questo aspetto.

Per quanto riguarda la partita d’olio dalla Romania, pagata 600mila euro senza che sia arrivato nulla in cambio, l’ex sindaco Iotti ha dichiarato che c’è una denuncia pendente. Dove sono finiti quei soldi?

«Sì, confermo che è stata sporta denuncia per quella partita sparito nel nulla e spero che venga fatta chiarezza su quell’affare sfumato. E spero anche che si possa sapere dov’è finito quel flusso di denaro così consistente. Ripeto, ho fiducia che la situazione possa essere risolto in modo positivo».

E sugli affari in Senegal, invece, perché l’accordo di una filiera produttiva che avrebbe dovuto iniziare in Africa e terminare a Correggio non decollò mai?

«Quella sulla partita di olio dalla Romania era l’ultima domanda...». (s.a.)

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